Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso (©Getty Images)

Gennaro Gattuso al termine di Milan-Bologna  si è concesso ai microfoni dei giornalisti. Il mister rossonero ha commentato prestazione e risultato nella delicata sfida di San Siro.

Queste le sue prime parole a Sky Sport: “C’è stata sofferenza per tutta la partita, siamo contenti di aver vinto però dobbiamo migliorare difensivamente, concediamo troppo. La strada è lunga. Può essere un punto di inizio per lavorare con tranquillità. Quando si vince si lavora meglio. La vittoria è importante, non si vinceva da settembre qui. Ora guardiamo avanti, c’è il Verona”.

Gattuso continua: “Servono senso di appartenenza, regole e risultati. Abbiamo giocatori forti. Dobbiamo fare una pressione più alta, attaccare la profondità. Serve una gamba migliore, va ritrovata una condizione fisica per fare questo lavoro. Devo lavorare ancora tanto, bisogna entrare nella testa dei giocatori. Servono fatica e sacrificio. La squadra mi segue”.

Gli viene chiesto dei centravanti che faticano ad andare in gol: “Non tutti hanno espresso il massimo, tra questi gli attaccanti, che vanno messi nelle giuste condizioni. Kalinic, Cutrone e Silva hanno dato una mano in campo. A volte pensano più al gol che a far giocare bene la squadra dato che vivono per il gol essendo attaccanti”.

In studio c’è Demetrio Albertini e Gattuso ricorda: “Ho ancora negli occhi Istanbul, quando uscimmo col Galatasaray. C’erano Maldini, Albertini ed altri che piangevano dopo aver vinto tutto. Sono stati dei maestri che mi hanno lasciato tanto”.

Rino prosegue così sul suo passato al Milan: “Quando sono arrivato al Milan vedevo le foto dei trofei, rosicavo perché nei primi anni non ho vinto. Prima di andare via volevo lasciare qualche foto, il mio obiettivo era quello e ci sono riuscito. Quando vedevo Albertini, Maldini e altri calciare a volte mi chiedevo ‘che ca**o ci faccio qua?‘”.

Gattuso conclude il suo intervento: “Ho analizzato i giocatori che sono arrivati, hanno fatto bene prima di arrivare al Milan. Bisogna trovare tatticamente la posizione migliore, però si parte dalla mentalità. Serve battagliare, poi vengono i principi tecnico-tattici. Freddo? Oggi potevo stare in panchina a petto nudo, non sentivo niente”.

 

 

Matteo Bellan

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