Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli (©Getty Images)

MILAN NEWS – Oggi o domani arriverà alle orecchie della dirigenza del Milan il verdetto dell’UEFA, o meglio della commissione di controllo di Nyon, riguardo alla valutazione del piano finanziario rossonero.

Come scrive il Corriere dello Sport, l’adesione al cosiddetto regime del ‘voluntary agreement’ molto probabilmente sarà negata, come ammesso anche dall’amministratore delegato Marco Fassone che giorni fa ha parlato di richieste impossibili da parte dell’UEFA. Le motivazioni del probabile ‘no’ in arrivo da Nyon riguardano la mancata continuità aziendale ed i tanti dubbi sulla proprietà cinese, in particolare sull’azionista Yonghong Li che è considerato ancora un personaggio oscuro e non ben inquadrato nel mondo della finanza internazionale.

Il Milan però è in ansia anche per il possibile inserimento nel regime del ‘settlement agreement’, l’alternativa meno liberale che costringerà il club a pagare alcune sanzioni, a rispettare in almeno 5 anni la parità di bilancio ed a mettere in pratica restrizioni sulla rosa e sugli investimenti di calciomercato. Tale adesione verrà decisa soltanto col nuovo anno e dettata in primavera, con vista alla stagione 2018-2019, ma c’è il rischio che il Milan possa essere snobbato anche dal ‘settlement’, per via del rischio di un ulteriore cambio di proprietà nel caso in cui Elliott Management Corporation decidesse di prendere in mano il club per le scarse garanzie nel risanamento del debito.

Tutto ancora da decifrare dunque, anche se l’ansia cresce dalle parti di Casa Milan; un doppio ‘no’ dell’UEFA metterebbe infatti in discussione tutto il business plan descritto da Fassone e di conseguenza la gestione virtuosa dalla proprietà cinese.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it