Yonghong Li
Yonghong Li (©Getty Images)

MILAN NEWS – Il verdetto dell’UEFA, tutt’altro che inatteso, ha minato il cammino del Milan verso una sorta di progetto finanziario che, a detta della dirigenza, avrebbe portato i suoi frutti nel giro di qualche mese.

I rossoneri devono abbandonare l’idea del ‘voluntary agreement’, regime che avrebbe permesso al club di continuare ad investire seguendo le linee-guida iniziali, ovvero un programma quinquennale che, tramite la crescita del brand e l’ingresso di possibili nuovi soci e partnership, avrebbe permesso al Milan di risanare i debiti ed ottenere un equilibrio di bilancio tutt’altro che scontato.

Ora il Milan, secondo la severa interpretazione de La Repubblica, è ad un vicolo cieco. Il quotidiano nazionale parla di troppi dubbi nei confronti della società e della sostenibilità finanziaria sotto l’egida della proprietà cinese. Ma in particolare sono due i crocevia che determineranno il futuro del Milan: il rifinanziamento del debito con Elliott Management Corporation, che dovrà essere finalizzato entro la prossima primavera, e le garanzie offerte dall’azionista Yonghong Li, che continua a non convincere l’UEFA nonostante abbia già iniettato vario capitale economico di tasca propria nelle casse societarie.

Il club dunque dovrà fare chiarezza su questi punti, ma la bocciatura arrivata ieri da Nyon è un brutto segnale: la soluzione secondo Repubblica potrebbe essere rappresentata dal reperimento di soci di minoranza dalla Cina il prima possibile. Non a caso si torna a parlare di Sonny Wu, uomo d’affari asiatico che già un anno fa tentò la scalata alle quote di maggioranza del Milan, ma Fininvest non si fidò e preferì definire la cessione proprio con mister Li.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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