Franck Kessié
Franck Kessié (©Getty Images)

NEWS MILANFranck Kessié si è decisamente rilanciato con l’arrivo di Gennaro Gattuso, dopo un periodo difficile. L’ivoriano aveva inizialmente stupito, salvo poi calare e smarrirsi un po’.

Adesso il numero 79 del Milan è tornato ad esprimersi su buoni livelli e ha ancora notevoli margini di miglioramento. Il mister ritiene che diventerà più forte di quando era lui stesso a giocare nel centrocampo rossonero. E’ presto per dire se Kessié diverrà un campione, però il potenziale per fare bene c’è e starà a lui continuare a lavorare nella direzione giusta.

Franck Kessié ai microfoni di Milan TV

Anzitutto sulla sua condizione fisica attuale, visto che è stato uno dei giocatori più utilizzati in questa stagione: “Un po’ di stanchezza c’è, ma non conta la stanchezza per me. Io devo crescere ancora e alzare l’asticella. Il momento più difficile della partita, per uno che gioca tanto come me, è l’inizio; però dopo 20 minuti sono a posto. Mi piace giocare da centrocampista avanzato, mi diverto di più, perché lì sono più vicino alla porta per fare gol”. 

Gli scherzi ai compagni prima delle partite: “Scherzo e rido, perché son tutti seri i miei compagni. Perché stiamo andando a giocare a calcio, non a fare la guerra. Chi sono i bersagli? Kalinic e Zapata, perché loro sono vicino a me. Mi piace ascoltare la musica, a casa ogni tanto ballo. Meglio che non vi faccia vedere, perché non sono bravo, Non so né ballare né cantare”. 

Cosa fa nel tempo libero e se la città di Milano gli piace: “Gioco alla Playstation a casa, oppure esco con gli amici a giocare a bowling. Vinco sempre io. Nei videogiochi di calcio mi schiero sempre e mi metto capitano. Batto punizioni, rigori, faccio tutto io (ride, ndr). Mi piace Milano, è una bella città. Faccio avanti e indietro da Milano a Milanello. Qualche volta sono stato al Duomo. Poi sto a casa a riposare, perché devo recuperare bene (sorride, ndr)“.

Il primo impatto con il calcio italiano: “Quando ho preso il volo per arrivare in Italia e sono arrivato a Bergamo, sono andato a vedere Atalanta-Cagliari allo stadio. E lì mi son detto che avrei dovuto fare per forza questo mestiere. Sono passato dai 27 gradi ai -2/-3, perché sono arrivato in inverno. Volevo subito tornare indietro (ride, ndr). Ringrazio il mio procuratore George Atangana, che mi ha portato dalla Costa D’Avorio a Bergamo. Poi sono andato a Cesena in prestito e devo ringraziare Rino Foschi e Massimo Drago, che mi ha fatto giocare tanto. Io sono arrivato lì come difensore centrale e l’allenatore mi ha messo subito a centrocampo”.

Infine un commento sul paragone tra lui e Gennaro Gattuso da calciatore, il suo idolo da calciatore e in generale sul Milan: “Gattuso è stato un grande campione. Chi più forte? Tecnicamente, penso io (ride, ndr). Idoli? Mi piaceva tanto Michael Essien. Al Milan i tifosi sono speciali, così come il progetto, che mi è piaciuto”.

 

Redazione MilanLive.it