Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso (foto acmilan.com)

MILAN NEWS – La sosta è ormai alle spalle, si torna finalmente a parlare di campionato e della volata finale. Il Milan, ancora in lotta per il sogno Champions League, dovrà affrontare la Juventus a Torino prima del decisivo derby di mercoledì.

Gennaro Gattuso ha preparato la sfida con la solita cura dei dettagli insieme al suo staff. Il tecnico sa bene che un minimo errore contro una squadra come quella bianconera può costare caro. Tornare a casa con un risultato positivo sarà molto difficile, ma il Milan è consapevole di essere una squadra diversa e più forte rispetto a prima. Intanto, come di consueto, l’allenatore ha parlato in conferenza stampa per presentare la super sfida.

Juventus-Milan: le parole di Gattuso

Gattuso ha iniziato la conferenza parlando della squadra, che ha recuperato un po’ di brillantezza dopo la sosta: “I Nazionali sono arrivati con la mente più fresca, rilassata. Li ho visti con una buona gamba, con grande voglia di giocare questa partita. Qualcuno ha giocato meno, chi di più. Ma la sosta ci voleva, speriamo di fare il rush finale come negli ultimi tre mesi. Se vediamo i numeri non c’è partita. Affrontiamo una grandissima squadra, è imbattibile da sei anni. Dobbiamo prepararla bene, ma sono sicuro che lo faremo, bisogna metterli in difficoltà“.

Rino si scaglia contro alcuni giornalisti che hanno esagerato nei titoli dei giornali: “Dobbiamo giocare da squadra. Tanti titoli di giornale mi fanno ridere. Lo so che fa parte del gioco, ma noi non ci dobbiamo pensare. Il singolo può farti vincere la partita, ma bisogna pensare da squadra. Sinceramente certi titoli non mi sono piaciuti. Loro sono più forti“.

Il mister sa che il Milan non può sbagliare per raggiungere l’obiettivo Champions: “Siamo noi che la Juventus ci giochiamo tanto. Noi non possiamo sbagliare, loro anche. Dobbiamo continuare a crederci in un qualcosa che pochi mesi fa sembrava impossibile. Bisogna affrontarli con lucidità e voglia“.

Il tecnico parla del suo bellissimo rapporto con Massimiliano Allegri: “Per me è stato un grande ex compagno a Perugia, mi ha trattato come un giocatore vero e no l’ho mai dimenticato. Da allenatore devo ringraziarlo: venivo da un infortunio al crociato, per un anno arrancavo e non me ne rendevo conto, poi però mi sono visto e ho dato ragione a Max. Ci siamo chiariti, ho chiesto scusa, ora si è creato un grande rapporto di amicizia e di rispetto. Ho lasciato il Milan per una mia scelta, non per lui, che mi chiese di rimanere nel suo staff. Lo invidio, studiare la Juventus è impossibile per quanti moduli sa interpretare. E’ diventato un grandissimo allenatore“.

I rossoneri hanno speso parole di elogio per Gattuso e lui è felice di questo: “Leggo quello che dicono i ragazzi, non mi fermo solo ai titoli. So di allenare una squadra che ora sta bene, che si allena bene. Il problema di Kalinic lo abbiamo risolto, lunedì si è allenato da solo. Non porto rancore perché lo penso davvero, non per la stampa. Ora dobbiamo passare dai risultati. Abbiamo due partite importanti, speriamo di fare bella figura“.

Sarà una sfida molto particolare per Leonardo Bonucci e Gianluigi Donnrumma: “Li ho visti bene. Dopo tanti anni di vittorie, la prima volta che Leo torna a Torino, ci sarà emozione, ma l’ho visto sereno. Per Gigi, quello che è successo l’anno scorso è il passato. Domani è un’altra partita, non deve pensarci“.

In merito al rinnovo di contratto: “Ve lo dirà la società quando firmerò sto c*** di contratto. La mia priorità non è quella, se ne sta parlando troppo. Preferisco si parli dei calciatori, della squadra, invece sento sempre parlare del mio contratto. Che si fa in due. Ma penso che non ci sarà nessun problema“.

Andrea Conti ha subito un altro infortunio al ginocchio in settimana:  “Con Andrea in questi mesi ci sono stati tanti confronti. Ha una voglia incredibile. E tante volte in un infortunio così grave bisogna metterla da parte. Lo abbiamo gestito bene, ma non siamo stati abbastanza bravi a non farlo andare un po’ più tranquillo. Ora è in America, non si sa ancora se dovrà fare un nuovo intervento, lo sapremo nelle prossime ore. Dobbiamo stargli vicino, è un patrimonio della società, dello spogliatoio, dobbiamo farlo recuperare al massimo. Vedremo cosa ci dirà il dottore, intanto gli siamo vicini, c’è grande apertura nei suoi confronti“.

Non c’è un singolo che Rino toglierebbe alla Juventus: “Gli toglierei il collettivo. Facile dire un nome, non prende gol da dieci partite. Ha grande mentalità, è il collettivo che mi fa paura. Danno la sensazione di non sudare nemmeno, che gli fai il solletico. Classica squadra italiana, si difende con ordine e riparte con qualità“.

Tutto chiarito con Nikola Kalinic: “E’ venuto lunedì, si è allenato da solo. Mirabelli non sbaglia quando dice che io stimo Nikola, perché è così. Io voglio tirare fuori il massimo da tutti e quei giorni non l’ho visto carico, contento. Ma il giorno dopo è stato un giorno nuovo, ho visto uno che ha capito e che si è messo a disposizione“.

Blaise Matuidi per caratteristiche assomiglia al Gattuso giocatore. Ma il tecnico non è d’accordo: “Quando mi rivedo oggi non mi piaccio tanto. Matuidi sa fare anche la fase di inserimento, che io l’avevo migliorata solo negli ultimi anni, ma preferivo sempre rimanere a protezione della difesa. Non ci assomigliamo tantissimo, io conquistavo più palloni, lui ha più inserimento e più reti. Mi è sempre piaciuto, mi sono anche chiesto come mai una squadra come il PSG lo ha lasciato partire“.

Sugli spifferi destabilizzanti ogni volta che ci si avvicina ad un grande match: “Stamattina sono andato da fisioterapisti, magazzinieri, da chi lavora dietro la squadra. Gli ho chiesto che non volevo sentire nessuna parola su Conti, di chi è la colpa ecc. Quando stoppi subito, non te ne accorgi“.

Alessio Romagnoli e Davide Calabria ritornano dopo l’assenza contro il Chievo. Il mister si è così espresso in merito: “Anche quando giocano loro si fanno degli errori. Abbiamo bisogno di tutti, poi è chiaro che con Calabria i meccanismi vengono meglio rispetto a quando c’è Borini, ma ad avercene di Borini o di Musacchio. Io li ringrazio per quello che hanno fatto contro il Chievo, anche se il giro palla era lento e abbiamo preso due gol. Ma li abbiamo presi perché siamo stati lenti, svogliati, e non perché mancavano Romagnoli o Calabria“.

André Silva è in un buon momento e mette in difficoltà il tecnico: “Sì, ma come mi mette in difficoltà Cutrone e Kalinic. In questo momento è difficile, specialmente con il 4-3-3 o anche con il 4-4-2. Domani decidiamo chi mettere in campo. E’ vero che mi stanno mettendo in difficoltà“.

 

Redazione MilanLive.it