Piotr Zielinsk e Andrè Silva (©Getty Images)

MILAN NEWS – Domenica torna una grande classica del calcio italiano, la sfida Milan-Napoli, e rispetto alla sfida d’andata sembra sia passata una decade.

I rossoneri hanno cambiato tanto rispetto al match del San Paolo dello scorso 18 novembre, vinto per 2-1 dagli azzurri di Maurizio Sarri che sono invece tuttora ancora in corsa per lo Scudetto. Il Milan invece ha cambiato pelle: ora è in finale di Coppa Italia e cerca punti per sognare la clamorosa rimonta in zona Champions League. Ma gli obiettivi da raggiungere sono solo la punta dell’iceberg della rivoluzione attuata da Gennaro Gattuso.

Nella gara d’andata a novembre c’era Vincenzo Montella sulla panchina del Milan, in un momento già drammatico della sua gestione: 19 punti in 13 partite, scontri diretti tutti fallimentari e soprattutto troppi esperimenti tattici che rendevano caotica la situazione e l’andamento della squadra. Con il Napoli Montella schierò il suo Milan con un inedito 3-4-2-1, lasciando fuori elementi titolari come Rodriguez, Biglia o Cutrone e puntando su Bonaventura nel ruolo di esterno mancino a tutto campo e il giovane Locatelli a sorpresa da trequartista. Scelte confuse che ovviamente non giovarono alla prestazione dei suoi contro l’allora capolista.

Oggi la situazione è assolutamente differente: il Milan ha trovato la quadratura del cerchio tatticamente, scegliendo con Gattuso il passaggio al 4-3-3. Ha rilanciato alcuni leader all’epoca invece in netta crisi esistenziale, come Bonucci, Biglia o Calhanoglu. Ha scalato posizioni scegliendo un gioco ed una strategia decisamente più affine alle caratteristiche della propria rosa. Esperimenti di formazione Gattuso dovrà farli necessariamente in difesa, per le assenze contemporanee di Bonucci e Romagnoli, ma lo spirito e la conformazione del suo Milan resterà sempre coerente e fedele ai suoi canoni di lavoro.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it