Andrea Pirlo
Andrea Pirlo (©Getty Images)

NEWS MILANAndrea Pirlo oggi ha ricevuto il ‘Premio Facchetti 2018’ e nell’evento avvenuto a Milano ha avuto modo di parlare della propria carriera da giocatore. Il 21 maggio a San Siro la partita di addio con tanti convocati illustri.

Si è cominciato a parlare dei suoi inizi, passando poi ai successivi passaggi in squadre prestigiose come Inter, Milan e Juventus: «Da bambino ero interista, quando mi chiamarono ero al settimo al cielo. Dopo il prestito alla Reggina, il preliminare sfortunato con l’Helsingborg compromise subito la mia esperienza. Il Milan mi cercò quando ero in viaggio di nozze… I dieci anni più belli della mia vita, abbiamo vinto davvero tutto. La prima Champions fu la più emozionante. Ho avuto la fortuna di giocare nelle tre squadre più importanti d’Italia nel momento più bello del calcio italiano. Se avessi avuto voglia di andare altrove, lo avrei potuto fare ma sono contento così».

A Pirlo viene domandato della incredibile finale di Champions League persa dal Milan nel 2005 a Istanbul contro il Liverpool dopo essere stati in vantaggio 3-0 a fine primo tempo: «La delusione rimane, ma non si può tornare indietro ormai. E’ stato il miglior primo tempo nella storia del ciclo Ancelotti. Vincevamo 3-0 e giocammo veramente bene. Poi non ci si riesce a capacitare di cosa possa succedere in una partita di calcio. In 7 minuti prendemmo tre gol e poi abbiamo avuto altre occasioni senza riuscire a chiuderla. Pensai di smettere? Sì, perché ti chiedi come possa succedere qualcosa del genere. Ma bisogna andare avanti e fortunatamente poi abbiamo avuto la nostra rivincita».

Un parere su Gennaro Gattuso, oggi allenatore della squadra rossonera e per tanti anni suo compagno sia a Milanello che in Nazionale: «Un po’ invecchiato, ma lo vedo bene. Non pensavo facesse l’allenatore in così poco tempo. Ha ridato un’anima, senso d’appartenenza e gioco al Milan. Sono contento di lui, lo sento e domani lo vedrò a Roma. Rino è un personaggio, ho riso tanto con lui. E’ un amico, ci frequentiamo ancora. E’ riuscito a mangiare un lumacone vivo per scommessa e poi non gli abbiamo neppure dato i soldi (ride, ndr)».

Infine il racconto su come andò il suo addio al Milan per andare alla Juventus a parametro zero e vincere tutto in Italia: «Ero in scadenza, avevo bisogno di nuovi stimoli e insieme alla società abbiamo preso questa decisione che per me è stata magnifica».

 

Redazione MilanLive.it

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