Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso in sala stampa (foto Acmilan.com)

MILAN NEWS – Sarà una partita chiave per il Milan quella di domani contro l’Atalanta. I rossoneri non possono più sbagliare, dopo aver fallito miseramente in finale di Coppa Italia.

Gennaro Gattuso ha dovuto lavorare molto in questi giorni sulla testa dei giocatori. La sconfitta di mercoledì ha portato tanto malumore e questo può influire negativamente sulle ultime due partite di campionato, decisive per la qualificazione in Europa League. Tra l’altro la sfida di domani contro i bergamaschi, all’Atleti Azzurri d’Italia, è la peggiore che poteva capitare in questo momento. Ma bisogna reagire.

Atalanta-Milan: la conferenza stampa di Gattuso

Il tecnico ha iniziato la sua conferenza stampa chiaramente parlando della finale di Coppa Italia: “La delusione si è toccata con mano già all’Olimpico. Per non aver vinto e per i nostri tifosi. Però c’è stata tanta lucidità da parte mia, sapevo che avevamo partite importanti in campionato. Ho detto ai ragazzi di accantonare la delusione e di guardare avanti. Fa parte dello sport, l’ho vissuta sulla mia pelle da giocatore: spesso non è facile, però noi abbiamo il dovere di raggiungere il nostro obiettivo, cioè raggiungere l’Europa League”.

Sull’incontro di ieri con Zvonimir Boban: “Ha presentato il progetto alla società, non è venuto per parlare con me. Ci ha parlato del suo progetto e credo sia una cosa incredibile“. Intanto domani di fronte ci sarà una grande Atalanta: “Sono in forma da un anno, hanno mentalità e forza fisica, giocano a tutto campo. Ci serve una prestazione come i primi 55 minuti contro la Juventus, che secondo me son stati ben giocati, con concentrazione e attenzione. Dobbiamo fare la stessa partita, anche se affrontiamo una tipologia di gioco diversa dalla Juventus. Non ti lasciano un centimetro, vengono sempre avanti. Serve veemenza e fisicità, senza perdere palle in uscita“.

Sono stati giorni delicati e si è dovuto lavorare molto sulla testa dei ragazzi: “In questi giorni abbiamo lavorato sulla testa dei ragazzi. Poi è normale che sono sconfitte che lasciano il segno, soprattutto a chi ha commesso errori. Le colpe le abbiamo tutti, io sono il primo responsabilità. In questi momenti bisogna incoraggiarli e ad alzarli il morale“. su Gianluigi Donnarumma: “Ieri ci ha messo la faccia davanti alla telecamere. Ha commesso degli errori, ma fa parte dello sport. Ma adesso si può già rifare e questo è il bello dello sport“.

Per André Silva ci sono state poche occasioni nelle ultime settimane: “Sapete cosa penso di lui. Ha tecnica e talento, però in questo momento deve migliorare tanto. Quando viene data una possibilità poi bisogna sfruttarla. Deve fare molto molto di più. I giocatori devono farsi aiutare, se ti chiudi e non ti esprimi è peggio. Quando hai voglia di giocare lo dimostri durante la settimana“.

I giovani del Milan hanno voglia di migliorare, parola di Gattuso: “Negli ultimi mesi è cambiato qualcosa e mi piace. Ma analizziamo le partite: nei primi quindici minuti contro la Juventus si vedeva che avevamo un po’ timore. Ma credo davvero che questa squadra ha ampi margini di miglioramento. Ho visto tanti giocatori rimanere di più, fare lavori personali. Per migliorare questa squadra servono degli esempi: se hai giocatori che ti stanno addosso e danno l’esempio è un qualcosa in più“.

Intanto la Federazione ha introdotto la seconde squadre, in netto ritardo però rispetto ad altri campionato: “C’erano già quando io giocavo in Scozia. Per me è un qualcosa di straordinario, in più, ma bisogna farla bene, l’importante è che resti il valore dei campionati di Serie C e di B. E’ un qualcosa di buono per il nostro calcio“.

Domani dovrebbe schierare gli stessi undici di mercoledì sera, i fedelissimi ormai. Ma c’è un motivo chiaro: “Per giocare un certo tipo di calcio bisogna utilizzare determinati calciatori. Se oggi vogliamo due esterni con fantasia, tranne Suso e Calhanoglu, gli altri hanno caratteristiche diversi come Borini. Non perché non mi danno fiducia, ma per questo. Con questo modulo chi sta giocando spesso sono quelli che mi danno più garanzie”.

Anche su Donnarumma, forse influenzato dalle voci di mercato: “Non faccio il mercato, non decido che viene e chi va. Per quello abbiamo una società e dei professionisti. Voi però sottovalutato un aspetto: ha 19 anni e ci sono state tante chiacchiere. Vero, ci ha messo anche qualcosa di suo, ma per giocare a calcio serve lucidità e tranquillità. Se sta facendo degli errori è perché non è tranquillo, si parla di tutto. Tre giorni prima della finale ho letto di incontri con il PSG. Non so da dove arrivano queste voci, ma per me lui sta pagando questo. Anche io da calciatore avevo momenti del genere quando c’era qualche problema a casa“.

Rino sa che questo Milan deve fare un salto di qualità a livello mentale: “Nelle partite da dentro o fuori sbagliamo sempre qualcosa, come in finale o a Londra. Dobbiamo ripartire dal perché succede questo e ne sono convinto. Degli errori li ho fatti anche io, così come i giocatori. Ora dobbiamo fare di tutto per commetterne il meno possibile“.

Non ha nessun dubbio nella scelta fra i preliminari di Europa League e un campionato senza coppe: “Mai fatto questo problema. Il Milan ha giocato più partite di tutti, 57 partite. Sicuramente preferisco giocare l’Europa piuttosto che stare a casa in settimana e giocare una volta a settimana“.

Si torna a parlare poi della finale di Coppa Italia e della superiorità della Juventus, ma i rossoneri hanno fatto vedere qualcosa di buono: “Non è un caso se loro vincono da sette anni e che sono più avanti di noi. A noi serviva la partita diversa e penso che per lunghi tratti ce la siamo giocata. Loro hanno qualcosa in più e noi dobbiamo fare di tutto per avvicinarsi a loro. Secondo me nelle due partite contro di loro ce la siamo giocata, ma loro hanno sempre qualcosa in più. La mia paura è che ne potevamo prendere sette o otto. Invece abbiamo tenuto bene, abbiamo creato“.

In dubbio c’è il poco impegno da parte dei giocatori in finale. Su questo però Gattuso non è d’accordo: “Il calo ci sta visto il lavoro fatto. Abbiamo giocatori che hanno giocato 50 partite e non è normale. Il primo responsabile sono io. Qualcuno ha detto che sono inadeguato ma a me non interessa. Quando hai giocatori giovani ci può stare, così come succede anche con quelli esperti. Fra un anno vedremo se questi giovani hanno migliorato questo aspetto“.

La possibilità che sia lui a pagare le conseguenze di un possibile fallimento non sono remote. Ma lui è tranquillo: “Non si può paragonare il Milan di una volta a quello di oggi: la società resterà sempre una grande società, ma il mio Milan deve crescere. Se dovessi rimetterci io? Pazienza, in questo momento la cosa importante è dare spazio alle cose positive“.

 

Redazione MilanLive.it

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