Roberto Mancini
Roberto Mancini (©Getty Images)

Roberto Mancini presentato ufficialmente in conferenza stampa a Coverciano come nuovo commissario tecnico dell’Italia. Sarà lui a guidare la Nazionale azzurra verso una ricostruzione dopo la mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018.

L’ex allenatore di Fiorentina, Lazio, Inter, Manchester City, Galatasaray e Zenit San Pietroburgo ha iniziato parlando delle proprie sensazioni: «Sono abbastanza emozionato, diventare ct non è una cosa che capita sempre. Ringrazio la FIGC, mi hanno voluto al 100% e per me è stato semplice scegliere. Sono orgoglioso di guidare la Nazionale. Per me diventare ct è la cosa più bella, sono felice anche per i miei genitori, che sono orgogliosi. Ringrazio i miei allenatori e tutte le persone che mi hanno aiutato nel corso della mia carriera».

C’è chi, come Carlo Ancelotti, ha preferito allenare un club rispetto alla Nazionale. Mancini ha fatto una scelta diversa: «Penso che diventare ct sia motivo d’orgoglio e massima aspirazione per un allenatore. Poi bisogna vedere il momento della carriera di ciascuno. Per me questo era il momento giusto, bisogna fare qualcosa per la Nazionale. In un momento così difficile pensavo che potesse essere una scelta giusta. Poi penso che tutti aspirino a diventare ct dell’Italia».

Al nuovo commissario tecnico azzurro viene chiesto della chiamata di Mario Balotelli e di un possibile ruolo di Andrea Pirlo nello staff: «La cosa più bella in Nazionale è non dover comprare giocatori (ride, ndr). In Italia di giocatori ce ne sono tanti, seppur attraversino momenti difficili a volte. Balotelli? Ci parleremo, lo chiameremo. Lo vogliamo rivedere come agli Europei con Prandelli. Ci sono diversi calciatori che possono essere utili. Pirlo? Abbiamo parlato di lui con Costacurta e Oriali, vedremo cosa vorrà fare».

Mancini prosegue la sua conferenza stampa confermando le proprie ambizioni: «Il mio rapporto con la Nazionale è durato tanto. Ho avuto Bearzot, Vicini e Sacchi come ct. Non sono stato fortunatissimo, purtroppo non ho vinto. Vorrei essere un ct per bene, che riesca a riportare l’Italia dove merita, cioè sul tetto del mondo e dell’Europa. La Nation League sarà il primo appuntamento. Voglio ricostruire per tornare ad alti livelli, ci sarà tanto lavoro da fare e non sarà semplice, però possiamo farcela».

L’allenatore della Nazionale è convinto di poter fare bene con il materiale a disposizione: «L’Italia ha vinto quattro mondiali e dunque si può vincere anche senza allenare ogni giorno. Abbiamo sempre avuto calciatori importanti, anche se a volte ce ne sono tanti e altre volte meno. Oggi ce ne sono di bravi, vedremo cosa fare. Con Buffon parleremo. Sono appena arrivato».

Mancini si aspetta che i club diano un aiuto, però allo stesso tempo li rispetta ed è consapevole che i calciatori disputino tante partite: «La Nazionale è importante. La mancata qualificazione al Mondiale è stato un lutto, però queste cose capitano e non è giusto incolpare solo l’allenatore. Bisogna avere rispetto di club e giocatori, che giocano tante partite. Bisogna capire i momenti, in base a come stanno i calciatori. Bisogna avere una rosa ampia, così da poter far riposare qualcuno a volte».

Il neo ct azzurro va avanti: «Non so se sarà una sfida difficile. Quando alleni un club se non vinci hai solo i tifosi di quel club ad avercela con te, con la Nazionale hai una nazione intera. Bello vincere con una Nazionale, però non è facileDifficile che un ct metta d’accordo tutti, ogni tifoso vede il calcio a modo proprio. Spero di riportare l’Italia alla vittoria di un trofeo importante, cosa che unirà poi».

E’ prematuro parlare del modulo con cui Mancini schiererà la squadra durante il proprio mandato: «Io voglio adattare il mio calcio ai giocatori che ho. Difficile dire che modulo userò, devono conoscerli e devo adattarmi alle loro caratteristiche. Sceglierò il meglio per la squadra».

Antonio Conte chiese degli state per poter lavorare di più con i giocatori, però il tecnico di Jesi non ha tale pretesa: «Non ho chiesto stage, se avremo la possibilità ne faremo per qualche giovane. I giocatori giocano tanto, non è semplice. Bisogna essere veloci a trovare una base di calciatori e capire come ruotarli poi».

Mancini spera di poter conquistare i tifosi italiani, che in questo momento hanno un po’ di disinnamoramento verso la Nazionale: «Dobbiamo riavvicinare la Nazionale ai tifosi. Quando l’Italia gioca e fa divertire i tifosi sono molti e ci sono vicini. E’ importante. Ai giocatori chiedo ovviamente dedizione e lavoro, però loro sono comunque dei professionisti. E’ importante che chi indossa questa maglia tiri fuori i sogni che ha nel cuore da quando erano piccoli e guardavano la Nazionale».

L’ex allenatore dell’Inter non ha preclusioni per nessuno, è pronto a convocare i più meritevoli: «Ci sarà spazio per tutti quelli che faranno bene. Dovremo pensare comunque di costruire una Nazionale per i prossimi anni, dunque l’età conterà».

A Mancini viene domandato di Daniele De Rossi: «Ci sono giocatori che alla Nazionale hanno dato tanto, quindi ci parleremo. Io voglio chiamare i migliori. Staff? Abbiamo avuto poco tempo, ne parleremo in questi giorni».

 

Matteo Bellan

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