Paolo Maldini
Paolo Maldini (©Getty Images)

MILAN NEWS – Spunta un altro parere, sempre esimio e molto gradito, di Paolo Maldini sulla stagione del Milan attuale. L’ex capitano rossonero non ha risparmiato critiche e commenti.

Dopo le dichiarazioni già rilasciate ieri in diretta tv, Maldini ha parlato anche a Tuttosport, commentando così l’annata di questo Milan 2017/2018 targato Cina: “Un’annata complicata, un po’ per il passaggio di proprietà dopo tanti anni, un po’ perché è stata fatta una campagna acquisti dispendiosa che ha portato tanti giocatori nuovi e questo ha reso difficile creare una squadra. I risultati non sono sicuramente quelli che tutti speravano ad inizio anno. Analogie tra questo Milan e il primo di Berlusconi? No, perché la base della squadra che ha poi fatto la storia era già presente, non c’era stata la necessità di rivoluzionare l’organico. La rivoluzione vera era stata a livello di mentalità e strutture”.

Maldini ha poi commentato in maniera molto scettica la situazione legata a Gianluigi Donnarumma, un ragazzo di 19 anni attorno al quale ormai si è creato qualcosa di negativo per tante ragioni e tanti tifosi lo hanno scaricato: «Non so dove potrà portare questa situazione. Quello che dispiace è che un ragazzo così forte, così giovane e così promettente si sia già bruciato con parte della tifoseria. Una cosa che non fa bene a nessuno, né al ragazzo né alla società». 

Al grande Paolo viene chiesto se Gigio si sia fermato, se la sua crescita si sia stoppata in questo periodo così complicato: «Beh, secondo me è durato fin troppo. La sua calma e tranquillità nei momenti di contestazione mi sembrava qualcosa di molto strano avendo vissuto la pressione di San Siro. Credo che ora Donnarumma stia pagando un anno di polemiche veramente fuori luogo».

Il leggendario numero 3 ha avuto modo di esprimere il proprio parere sul suo amico Gennaro Gattuso, elogiato per il lavoro svolto sinora da allenatore della Prima Squadra rossonera: «Lui è stato una delle poche sorprese positive della stagione. Certe sue qualità a livello di grinta e volontà erano note a tutti e poi credo che le esperienze non di primo livello in B, in C, in Grecia ed in Svizzera abbiano sviluppato in lui tante altre qualità che erano sconosciute. Rino, a livello di personalità e di comunicazione, è stato molto bravo ma credo che l’abbia aiutato anche l’esperienza di quanto aveva vissuto a Pisa ed in Grecia».

Infine è stato interpellato su cosa manchi al Milan per tornare ai livelli top, cosa che tutti i tifosi sperano possa succedere nel più breve lasso di tempo possibile: «Serve del tempo per fare il salto di mentalità che fa diventare vincente una squadra normale. Il Milan ha sempre avuto un certo tipo di mentalità che adesso si è un po’ perso mentre la Juventus, non avendo mai cambiato proprietà, riesce a mantenere questa qualità negli anni».

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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