Filippo Galli
Filippo Galli (foto acmilan.com)

NEWS MILANFilippo Galli è stato un ottimo difensore in rossonero tra gli anni Ottanta e la prima metà dei Novanta, riuscendo a collezionare molte presenze e ad alzare tanti trofei. Dal 2009 è stato responsabile del settore giovanile del Milan, ruolo nel quale verrà però sostituito da Mario Beretta. In precedenza aveva anche allenato la Primavera.

Intervistato dal Corriere della Sera, l’ex giocatore ha commentato il suo addio al club di via Aldo Rossi spiegandone le ragioni: «È una scelta che ho maturato mio malgrado, la società mi ha anche offerto di restare ma avrei dovuto rinunciare ai miei collaboratori, Edgardo Zanoli per l’area tecnica e Domenico Gualtieri per quella atletica, e accettare un nuovo responsabile (Beretta, ndr) scelto senza alcuna condivisione. Quella della società è stata una decisione legittima, ci mancherebbe, nessuna lesa maestà, però io per rispetto al nostro lavoro, non potevo accettare. Al Milan lascio una buona eredità, un bel futuro».

A Filippo Galli è stato domandato quale sia il suo rimpianto più grande e fa il nome di un calciatore cercato dal Milan un anno fa: «Ho allenato Aubameyang, ma era un contesto diverso, in cui i campioni te li andavi a comprare, non li crescevi. Cristante? Si poteva aspettare di più, ma si è pensato di raccogliere il massimo vendendolo a sei milioni al Benfica…».

L’ormai ex responsabile del settore giovanile rossonero parla anche di Gianluigi Donnarumma, uno dei migliori talenti usciti dal vivaio: «Donnarumma non andava scoperto, era lì da vedere, bisognava solo fare l’offerta. Già nel 2012 chi si occupava delle scuole calcio diceva di prenderlo».

A Filippo Galli viene chiesto se i grandi ex siano un po’ scomodi per la società, visto che nessuno occupa incarichi importanti (eccezion fatta per Gennaro Gattuso allenatore): «Non lo so. Io, lo dico senza alcuna polemica, non potevo accettare un ruolo di facciata».

Infine l’ex difensore e dirigente del Milan si esprime sul proprio futuro: «Mi piacerebbe continuare nei settori giovanili. Amo anche andare nelle aziende e parlare di quello che ho imparato: ho gestito il settore giovanile come un ramo d’azienda».

 

Redazione MilanLive.it

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