Yonghong Li
Yonghong Li (foto acmilan.com)

NEWS MILANLa Gazzetta dello Sport già ieri aveva rivelato le motivazioni che hanno indotto l’Adjudicatory Chamber dell’UEFA ad escludere i rossoneri dalle coppe europee per un anno, e oggi torna ad affrontare il tema.

Oltre alle violazioni del Fair Play Finanziario nel triennio 2014-2017, una delle cause importanti della sentenza riguarda la scarsa credibilità verso il progetto del Milan targato Yonghong Li. Il quotidiano sportivo spiega che la Camera Giudicante non è entrata nel merito della decisione della Camera Investigativa, però non ravvisa errori nel non aver concesso il settlement agreement. Dunque, anch’essa concorda sulla posizione espressa a maggio con i relativi dubbi sulla proprietà cinese del club.

Viene, comunque, messa in dubbio la credibilità del business plan presentato dai dirigenti rossoneri, definendolo contraddittorio, con particolare accento sugli aspetti relativi ai ricavi provenienti dalla Cina. Pochissimi, invece, sarebbero nelle motivazioni presenti nelle oltre 30 pagine di fascicolo i riferimenti a un eventuale passaggio di proprietà. Il progetto Milan è considerato debole.

Nell’ottica del ricorso al TAS di Losanna potrebbe essere più possibile una sentenza favorevole se il club si presentasse con un nuovo proprietario, maggiormente solido e senza i misteri che avvolgono Yonghong Li. Il successo non sarebbe assicurato, però l’attuale proprietà cinese non viene ritenuta credibile dalle istituzioni europee. Se la trattativa per la compravendita del Milan con Rocco Commisso andasse in porto a breve, ci sarebbero superiori speranze di ottenere un verdetto positivo.

 

Redazione MilanLive.it