Yonghong Li Han Li Marco Fassone
Yonghong Li, Han Li e Marco Fassone (©Getty Images)

Un anno fa di questi tempi celebravamo i nuovi acquisti, una dirigenza che sembrava finalmente chiara e trasparente verso i tifosi, una proprietà disposta a investire pesantemente per il rilancio del Milan. Dodici mesi dopo lo scenario è desolante.

Il calciomercato è fermo a tre parametri zero e bisognerà vendere per comprare (speriamo che Mirabelli azzecchi le operazioni), la squadra in questo momento è fuori da un’Europa League conquistata sul campo sia a causa delle violazioni passate del FFP che di un business plan e di una proprietà messi in discussione dall’UEFA, la proprietà è assente e il fondo Elliott dovrebbe ora prendere il controllo del Milan.

Se la sanzione UEFA è sicuramente eccessiva, considerando i casi passati e il fatto che un’esclusione dalle coppe europee crea solo danni a un club che si vuole rilanciare, va detto che le carte presentate da Marco Fassone non hanno evidentemente convinto. E se a Nyon ufficializzeranno i dubbi sul business plan rossonero, allora l’amministratore delegato avrà delle responsabilità innegabili. Perché, ad esempio, i ricavi dalla Cina sono stati ‘gonfiati’? Chi ha garantito che ci sarebbero stati introiti ingenti? Non ci sembra che Milan China sia decollata ancora, anche se speriamo che in futuro possa assicurare buone entrate.

A Fassone, apprezzato più volte per averci messo la faccia (stavolta con qualche giorno di ritardo), in molti hanno chiesto chiarezza sulla proprietà nel corso della recente diretta Facebook. Ma non ha dato, com’era scontato, le risposte che qualcuno attendeva. Ha detto di non sapere tante cose, anche se fatichiamo a credergli e pensiamo che semplicemente non abbia potuto parlare. Ha anche ammesso che una schiarita da parte della proprietà aiuterebbe a sgomberare tanti dubbi, ma dalla Cina nessuno ha voluto spiegare le cose.

Qualcuno racconta che chiarezza non viene fatta perché i cinesi sono culturalmente diversi, sono riservati, ma questa argomentazione ci sembra una fesseria. Se la verità non viene raccontata è perché, evidentemente, non si può. Il motivo non possiamo saperlo. Però non può esistere qualcuno così bombardato, quanto lo è stato Yonghong Li, che avendo i giusti argomenti non reagisca per smentire tutti. E’ stato detto di tutto su questo cinese e sulla proprietà del Milan. Non ci immaginiamo proprio qualcuno di trasparente che per timidezza e riservatezza evita di intervenire, continuando a farsi infangare. Non è credibile. C’è probabilmente altro dietro che non conosciamo e forse non conosceremo mai. Qualche risposta dovrebbero darla pure Silvio Berlusconi e Fininvest

Mettendo da parte Yonghong Li e i vari misteri che lo riguardano, adesso la cosa che conta è che venga fatto il bene del Milan e dei suoi tifosi. Il club deve cambiare assolutamente proprietà e passare al più presto a qualcuno di solido, serio e trasparente. I milanisti meritano di meglio rispetto a quanto stiamo vedendo adesso. Questo non è il Milan che vogliamo, troppe cose non chiare. Adesso vedremo cosa succederà con il fondo Elliott, ma speriamo che il Diavolo possa tornare al più presto ad essere il club speciale che è stato in passato.

 

Matteo Bellan (segui @TeoBellan su Twitter)