Franco Baresi
Franco Baresi (©Getty Images)

NEWS MILANFranco Baresi è una leggenda rossonera, uno dei campioni più amati dai tifosi. Uno che è sceso anche in Serie B due volte e che non ha mai pensato di andarsene nonostante molte offerte.

Il brand ambassador del Milan ha rilasciato un’interessante intervista cominciando a parlare di quanto sia importante avere un club con proprietà stabile per lavorare al meglio: «La mia esperienza insegna che la stabilità non solo in un club di calcio ma in ogni azienda è fondamentale. Se non c’è sicurezza a livello di proprietà, a ogni componente viene a mancare la serenità. Dispiace questa situazione, è trascorso solo un anno dall’euforia della passata estate, fra gli annunci di mercato e i 60 mila spettatori a San Siro per il preliminare con il Craiova. Mi rattrista perché da brand ambassador del club constato che il Milan ha un’immagine nel mondo ancora forte, riconoscibile, apprezzata».

Inevitabile che Baresi venga interpellato sul momento complicato che sta vivendo la società rossonera, dalla quale Yonghong Li è sparito per fare spazio al fondo Elliott: «Se vuole sapere se questo è il momento peggiore della storia del Milan, le dico di no. Le rammento che ho vissuto momenti di turbolenza maggiore negli anni Ottanta con le due retrocessioni e con tanti avvicendamenti societari. Con Farina addirittura rischiammo il fallimento… Di lui conservo però un ricordo personale affettuoso perché fu il primo presidente ad affidarmi quando avevo 22 anni la fascia da capitano».

E a proposito di Yonghong Li, la leggenda del Milan spiega di averci avuto poco a che fare e che è rimasto sorpreso dall’epilogo avuto dall’esperienza cinese: «Guardi che anch’io l’avrò visto 2-3 volte in tutto. C’era la barriera della lingua a complicare le comunicazioni. Nessuno si aspettava che potesse andare a finire così».

In seguito si passa a parlare del cambio di proprietà alla guida del club, con il fondo Elliott che ora dovrà dare stabilità e aiutare la squadra a migliorare: «Non è semplice un passaggio di consegne a inizio stagione, anche per le conseguenze che si riflettono sul mercato. Però chi sceglie il Milan sceglie bene: la base di giocatori da cui ripartire c’è. Non siamo lontani anni luce dai migliori».

Purtroppo i calciatori sono anche in apprensione per la sentenza del TAS di Losanna, che potrebbe riammettere o no il Milan in Europa League dopo la dura sentenza dell’UEFA. Baresi commenta: «Non posso biasimare i giocatori se si lasciano distrarre dai fatti extra-campo. Capitava anche a me. Ma ha ragione Gattuso a dire che fino a giovedì devono lavorare e correre come se la partecipazione all’Europa League fosse garantita. Se alla fine i giudici decideranno per l’esclusione non è finito il mondo. Si dovranno concentrare sul campionato».

Adesso si sta parlando dei dirigenti che dovrebbero arrivare al Milan, con nomi importanti quali Paolo Maldini e Leonardo candidati forti secondo alcune fonti. Franco conclude così: «Ciò che conta è che chi venga a lavorare per il Milan non disperda il dna e porti avanti quei valori che lo hanno fatto grande».

 

Matteo Bellan

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