Gonzalo Higuain Kalidou Koulibaly Marek Hamsik
Gonzalo Higuain, Kalidou Koulibaly e Marek Hamsik (©Getty Images)

NapoliMilan è stata una partita dai tanti intrecci. Dall’emozionante abbraccio fra Gennaro Gattuso e Carlo Ancelotti al ritorno al San Paolo da avversario di Pepe Reina.

Lo spagnolo è stato accolto da una lungo applauso dai suoi vecchi tifosi all’ingresso in campo per il riscaldamento. Inevitabile, visto il forte legame che il portiere ha stretto con il popolo partenopeo in questi anni. Non si può dire lo stesso per Gonzalo Higuaìn, bombardato di fischi e insulti già nel pre-gara. I napoletani ancora non gli hanno perdonato la decisione di trasferirsi alla Juventus dopo le stagioni da record con gli azzurri. Stavolta vestiva la maglia del Milan, ma nulla è cambiato nei suoi confronti.

Il Pipita però non si è mai fatto condizionare da questo aspetto. Nelle sei partite giocate contro il Napoli con la Juventus, l’argentino ha segnato cinque reti, tre di queste proprio al San Paolo. Ieri sera non è riuscito a lasciare il segno alla prima uscita ufficiale con i rossoneri. Ma la sua prestazione è stata condizionata da tanti fattori, in particolar modo dall’atteggiamento tattico della sua squadra, incapace di metterlo nelle condizioni migliori per fare gol.

Higuaìn ha toccato molti palloni, almeno fino al primo gol di Piotr Zielinski: da quel momento in poi, infatti, il Milan si è abbassato troppo e lui si è ritrovato ad affrontare la rocciosa difesa del Napoli – esaltata anche dal pubblico – praticamente da solo. Il Pipita però è un campione, e anche in una situazione di svantaggio è riuscito a rendersi pericoloso: in almeno due occasioni si è liberato dalla gabbia azzurra con giocate di altissimo livello, senza però riuscire ad arrivare con lucidità alla fase conclusiva dell’azione. Gli è mancato l’appoggio di esterni e centrocampisti. Gattuso ha provato ad aiutarlo con l’inserimento di Patrick Cutrone e il passaggio al 4-4-2. Troppo tardi però.

Il Milan non deve sottovalutare la partita del San Paolo, che può essere considerata come un campanello d’allarme. Higuaìn è un attaccante di altissimo livello. Che dà il suo contributo alla squadra sia in termini di gol che in assist. Gli servono però palloni giocabili e il sostegno dei compagni. Sicuramente è ancora presto per dare giudizi e serviranno altre partite per capire se il problema esiste davvero o meno. La risposta la darà Hakan Calhanoglu.

 

Redazione MilanLive.it

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