Arrigo Sacchi Carlo Ancelotti
Arrigo Sacchi e Carlo Ancelotti (©Getty Images)

MILAN NEWS – Un pezzo di storia del Milan quest’oggi a Trento. Perché lì, nel capoluogo trentino, si è tenuta la prima edizione de Il Festival dello Sport. E oltre a Josep Guardiola che si è detto anche fiducioso per il futuro rossonero, erano presenti pure Arrigo Sacchi e Carlo Ancelotti.

Il tecnico di Fusignano, che alla guida del Diavolo ha vinto sei titoli rivoluzionando il mondo del calcio, ha ricordato un curioso retroscena curioso sull’attuale allenatore del Napoli all’epoca in cui giocava: “Berlusconi e l’acquisto di Ancelotti? Parliamo del suo terzo anno, era molto attento ai dettagli e diceva che a Roma ritenevano Ancelotti una ‘sola’. Mi disse ‘come facciamo a prenderlo?’, perché aveva un’inabilità del 20% al ginocchio sinistro dopo una visita medica. Gli dissi che non mi preoccupava, era peggio se avesse il 20% in meno a livello mentale. I piedi sono solo un mezzo, il calcio invece si gioca con la testa. Ancelotti è stato un esempio di generosità, in un match vinto 5-0 segnò l’ultimo gol e si ruppe un braccio (ride, ndr)”.

Il tecnico che ha guidato i rossoneri negli anni 80 ha poi rivelato le sue ispirazioni: “Mi piacevano bellezza, emozioni e spettacolo. Sono sempre stato del pensiero che una vittoria senza merito non era un reale successo. In tutte le mie squadre allenate ho sempre cercato di applicare un metodo, dicevano fossi un genio o un matto. Anche la televisione mi ha aiutato per evolvere la mia filosofia. Mi innamorai dell’Olanda, del Brasile e dell’Ajax. Le seguivo tanto per capire cosa facevano precisamente. Anche nel calcio c’è un’evoluzione continua, gli ultimi 50 anni sono stati determinati dall’Ajax, dall’Olanda, dal Milan e dal Barcellona di Guardiola: queste realtà si sono passati il testimone, perché senza evoluzione questo sport è finito”. 

 

Redazione MilanLive.it.

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