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Leonardo con Gennaro Gattuso e Paolo Maldini (foto AC Milan)

MILAN NEWS – Il Milan è come una famiglia, si possono avere visioni contrastanti ma il rispetto reciproco è il pane quotidiano che si consuma dalle parti di Milanello.

Lo ha ammesso oggi in conferenza stampa Gennaro Gattuso, riguardo alle eventuali discussioni; non sembra d’accordo però il giornalista Luca Pagni di Repubblica, che sul proprio blog personale ha parlato di frizioni rilevanti tra il tecnico e il direttore tecnico Leonardo, che a suo dire non avrebbe voluto iniziare la stagione con Gattuso in panchina, bensì con un allenatore più preparato e di livello internazionale.

Pagni riferisce che le situazioni si sono intricate soprattutto per il mercato estivo, che Gattuso non avrebbe affatto gradito: “Tra Gattuso e Leonardo è in corso una sorta di confronto leale, alla luce del sole, dove il succo è sicuramente la diversità di vedute. E dove non mancano i contrasti. Uno di questi, è sicuramente l’utilizzo dei giocatori arrivati in estate, dopo le operazioni di calciomercato guidate da Leonardo. Utilizzando poco ( o quasi nulla) i nuovi, è evidente la critica indiretta a Leonardo per aver ingaggiati giocatori considerati dal mister non all’altezza di coloro i quali ritiene essere i titolari. E Leonardo non può esserne soddisfatto, è evidente”.

Pagni affronta anche i casi dei singoli calciatori giunti in estate a Milanello: “Higuain a parte (essendo l’unico campione in forza al Milan in questo momento), Castillejo e Laxalt hanno giocato poco, Bakoyoko titolare solo in Europa, Caldara è stato frenato dall’infortunio e poi dai timori dello stesso Gattuso che non lo considera ancora pronto. Una forma di tutela per un giovane che ci può anche stare, ma che non può non piacere a Leonardo. 

Questa la possibile soluzione: “E se avesse ragione Gattuso? Di Caldara si è detto: meglio attirare le critiche su Musacchio e tutelare un giovane destinato a essere anche un patrimonio della Nazionale. Castillejo ha un buon piede, velocità, ma è discontinuo e con un fisico che fa fatica nel campionato italiano, dove le difese sono molto più chiuse rispetto alla Spagna. Laxalt, invece, conosce bene la serie A, ma in parte è chiuso da Rodriguez, in parte si esprime meglio in un 352: quindi non è un suo limite, ma è una scelta tecnica. Bakayoko, per ora, è sembrato non avere il passo del calcio italiano. C’è poi il caso Reina. Dura tenerlo in panchina, visto che giocherebbe titolare ovunque. Un po’ come far intristire Perin come secondo alla Juve. Ma Donnarumma deve poter sbagliare in pace per crescere e soprattutto deve giocare perchè deve mettersi in mostra: è l’unico giocatore sacrificabile e che potrebbe essere ben venduto per recuperare plusvalenze all’interno dei paletti del fair play finanziario”.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it

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