Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso (Foto AC Milan)

MILAN NEWS – Domani sfida da non sbagliare a San Siro in Europa League: il Milan ospiterà il Dudelange, nel match valido per la 5^ partita del girone. Gennaro Gattuso ha parlato in conferenza stampa da Milanello.

Anzitutto gli è stato chiesto delle difficoltà che si potranno incontrare nella sfida di domani: “Pensiamo a domani, ricordarci la fatica fatta all’andata. Sono una squadra inferiore a noi, ma sanno giocare da squadra. Oggi valutiamo qualche giocatore acciaccato, cambieremo qualcosa ma serve attenzione. Non possiamo non vincere, anche a livello mentale e non fare figuracce. Voglia? Penso che nelle difficoltà – è un dato di fatto che ci mancano tanti giocatori per tanto tempo – ma il gruppo si è rafforzato. Sono troppo bravi, fanno sempre quello che dico. Nel giorno di recupero, si è presentato il 70% della rosa, ecco come ragionano. Dobbiamo continuare su questa strada, avere entusiasmo. Poi vengono fuori tutte le critiche: mi avreste giudicato subito se avesse sbagliato partita Abate, ha fatto bene. Nessuna paura, si può sbagliare. L’atteggiamento e la voglia non sono mai mancate. Partite facile non esistono. Ci sono squadre meno forti, ma ogni partita ha un suo modo di essere sviluppata”. 

Un resoconto degli infortunati: “L’ho sentito prima e dopo l’operazione. Starà un mese negli USA, poi tornerà. Si porta da tanto tempo questo problema, ha stretto i denti, ha fatto poca preparazione e bisogna ringraziarlo. E’ stata un’operazione importante. Musacchio oggi leva il tutore e vediamo se settimana prossima può corricchiare. Tra tre settimane, spero prima, Romagnoli sarà a disposizione. Caldara è lungo, lo vedremo in campo a febbraio”. 

Un vice Bonaventura in rosa: “Con quelle caratteristiche no. Se gioca da mezz’ala, forse Calhanoglu per la tipologia di ruolo e per i compiti che dovrebbe fare”. 

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Sull’importanza dell’Europa League e su Tiémoué Bakayoko: “Non è un esempio Baka, la colpa è mia se ha reso male. Quando si gioca senza continuità, è difficile. Quando ha giocato di più, le sue prestazioni sono migliorate. Non è facile dimostrare subito, ha consapevolezza dei propri mezzi e ha ripreso fiducia. Europa? E’ importante per noi, abbiamo sempre fatto bene storicamente nelle coppe. Non possiamo star fuori dall’Europa, ci dobbiamo stare sempre ed essere protagonisti”.

Sullo scontro con Matteo Salvini: “Ha detto tutto lui. Ci siamo scambiati gli SMS. Ognuno ha i suoi problemi, non c’è nulla da dire. Ci siamo chiariti”. 

Sulla sfida di domani, sulla carta molto facile: “Se non vinciamo, siamo in mezzo ad una strada. Dobbiamo cercarli noi gli stimoli. Anche se lo stadio sarà vuoto, non ci sarà problema. Dobbiamo vincere a tutti i costi. Abbiamo tutto da perdere, essere bravi a trovare gli stimoli anche se non servono, perché è una partita troppo importante”. 

Sulle prossime partite e sul gruppo in generale: “Ho fatto un anno ieri e mi avete dedicato tanto spazio. Sono qui per merito di questo gruppo, è stato un anno difficile e complicato. Il rapporto che ho con loro, parlare di tutto al di fuori del campo, si è creata un’atmosfera incredibile. Ho giocato in squadre fortissime da calciatore, ma in alcuni anni il gruppo non era solido e si faceva fatica. Il collettivo ti fa vincere sempre. Conosciamo i nostri pregi e difetti, ma diamo tutto e abbiamo senso di appartenenza”. 

Sulla crescita personale da allenatore: “Devo crescere tanto. Fare 50 partite in un club come il Milan – pensando alle esperienze precedenti senza sapere dove allenarsi, giocatori senza stipendio, era diverso e non dimentico – qui c’è tutto. Per imparare questo mestiere, devi soffrire. Qui è stata una passeggiata in confronto al passato. Il livello dei giocatori è molto alto. Faccio fatica a gestire i media, il post-partita… Mi diverto e mi rilasso ad allenare, il problema dopo è il resto che mi fa vivere la quotidianità diversamente. Mi sento migliorato per come gestisco i media, prima ero più fumantino, non arrivavo a due, adesso arrivo a due e mezzo”. 

Sulla battuta di Evra, che può caricare l’ambiente: “Non so di cosa parli (il giornalista ricorda l’episodio). Non fatemi fare polemica dai, lasciamo stare (ride, ndr)“. 

Sulla formazione di domani: “Giocheremo con i due attaccanti. Simic può partire dall’inizio, ma con lui giocheremo con difesa a 4. Senza di lui, a 3. Italiane in Europa? Parliamo dopo che succede, perché poi non porta bene. Faccio il tifo per tutti, il sistema italiano deve andare avanti in Europa, il campionato è di livello, spero arrivino ancora nuovi giocatori importanti. Se succederà, rispondo dopo”.

Ancora su Gonzalo Higuain: “Non deve trascinare, ha la dote di sapere che è un giocatore forte, non presuntuoso, ma vive bene lo spogliatoio. Si diverte, fa gruppo, gli piace vivere lo spogliatoio e tutti lo ascoltano. Se la linea è storta, si innervosisce e si arrabbia. Quando è nervoso o polemico, la squadra respira tutto questo. Deve migliorare questo aspetto, la squadra poi lo deve aiutare. Se Cutrone fa 4-5 scatti, e lui solo uno, anche a Higuain gli vien voglia. Sta dando tanto, non vuole andar via, ci ho parlato. Si lamenta quando lavora tanto, che grido sempre e gli sto addosso, poi se non lo fai, pensano che io sono preoccupato e mi chiedono di urlare ancora di più. La squadra deve metterlo in condizione. Se gli arrivano 10 palloni, 8 li segna. Ce lo teniamo stretto. Deve fare di più a livello di conoscenza di ogni singolo compagno che scende in campo”. 

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it

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