Ignazio Abate Riccardo Montolivo
Ignazio Abate e Riccardo Montolivo (©Getty Images)

NEWS MILAN – Niente da fare per Riccardo Montolivo, anche in uno scenario ipercritico. Salgono infatti a cinque gli assenti in mediana con l’infortunio di Andrea Bertolacci, ma nonostante ciò l’ex capitano rossonero resta comunque ai margini. Piuttosto, Gennaro Gattuso si affiderà a un Davide Calabria adattato per Milan-Fiorentina di quest’oggi.

Interrogato ieri in conferenza stampa, Gennaro Gattuso si è espresso così sul 33enne: “Non ho nulla contro di lui, scelgo i titolari per come si allenano e per come si comportano. Vedo giocatori più avanti di lui, ma ripeto, a livello personale non ho nulla contro Riccardo”. Tuttavia – sottolinea La Gazzetta dello Sport – nonostante la versione non sia cambiata, questa volta però emerge una parola mai pronunciata finora e certamente non gradita dal centrocampista: il comportamento. Perché dal canto suo, l’ex Fiorentina sente di essersi sempre comportato sempre da professionista irreprensibile.

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Il suo caso resta un mistero irrisolto. La domanda è collettiva e va anche oltre il mondo rossonero: perché un giocatore della sua esperienza, con un ruolo chiave in passato, ora non può rientrare nemmeno in caso di assoluta emergenza? Il tecnico ribadisce il vecchio concetto: non c’è stato nessun episodio particolare, nessun alterco. E anche dall’entourage del giocatore – sottolinea la rosea – non è mai filtrato nulla su litigi o altro. L’impressione però è che in estate, ancor prima del cambio di società, si fosse cercato di far capire al giocatore (con un ingaggio da 2.5 milioni di euro) che non sarebbe rientrato nei piani per la stagione 2018-19 anche per motivi di bilancio, con tanto di messaggio chiaro in occasione della mancata convocazione per la tournée negli Usa. Alla fine però il giocatore è rimasto comunque: che sia questa la causa scatenante?

 

Redazione MilanLive.it