NEWS MILAN – Un inizio ad altissima intensità, perché spesso è il modo migliore per forgiarsi. Coppa Italia, Supercoppa e doppio big match in Serie A. Mete: Genova, Gedda, Milano e Roma. Un tam-tam frenetico e una catapulta di emozioni per Lucas Paquetá, con un approccio iniziale già positivo nel mondo Milan.

Buona la prima in rossonero. Un avvio positivo, non esuberante ma comunque indicativo. Il vero obiettivo era rompere il ghiaccio, e il 21enne brasiliano, catapultato in campo sei giorni dopo l’arrivo a Milano, ci riesce. Subito sprazzi di grande qualità, una buona prestanza fisica e un impegno evidente nel corso della partita. 85 minuti per una prima istantanea del secondo acquisto più costoso di Elliott Management Corporation: non un velocista stile Ricardo Kaká, ma un centrocampista più statico e qualitativo che può diventare un faro per tutti i compagni di squadra. Concreto, scaltro e rapido di pensiero. Non male anche quando ci mette il fisico per proteggere la palla.

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Nel primo tempo a tratti si eclissa, inevitabilmente un po’ spaesato in una squadra che non è nemmeno troppo d’aiuto in tal senso, ma nella ripresa si intravedono segni del vero Paquetá. Tre immagini viste ieri contro la Sampdoria racchiudono in sintesi il suo importante repertorio. Prima situazione: il tiro dalla distanza, come il siluro scagliato verso la porta di Rafael uscito fuori di non molto. Una specialità della casa considerando un sinistro potente e preciso. Secondo episodio: quel colpo di testa sfiorato e sprecato poi da Hakan Calhanoglu sfilatogli alle spalle. Non si direbbe vedendolo velocemente, ma sì: anche l’inserimento aereo è una sua caratteristica, un’arma più nascosta delle altre con cui però in Brasile ha segnato diversi goal pesanti. In conclusione c’è poi quel lancio lungo da dietro la metà campo con cui imbecca Gonzalo Higuaín: spettacolare. Una visione di gioco abbinata a un sinistro preciso che lo rendono non un giocatore qualunque, motivo per cui Leonardo ci ha puntato forte e Gennaro Gattuso anche lo ha lanciato subito in assenza di Suso.

Non male per chi appena una settimana fa era dall’altra parte del mondo, trascinando le fatiche fisiche e mentali di un’intensa stagione ad alta quota. Fisicamente c’è, poiché ha smesso di giocare da poco, ma la freschezza ancora manca e per questo ieri ha accusato qualche fastidio fisico in più. Non si tratta di un ‘Alexandre Pato bis’, assolutamente. Solo inevitabile logorio dopo un’intensa cavalcata col Flamengo, protagonista in tutto ma ritrovatosi alla fine con un pugno di mosche in mano. Quello che Paquetá spera che non accada anche mercoledì in Arabia Saudita, seppur contro un gigante come la Juventus. E anche lì, nonostante tutto, potrebbe ritrovarsi titolare sin da subito. Questione di necessità e non solo, perché la sensazione è che la sua tecnica sia già troppo preziosa per questo Milan che continua a faticare lì davanti. Anche per questo, probabilmente, presto lo vedremo più a ridosso dell’area di rigore che a centrocampo. Ieri ha infatti mostrato una forte predisposizione offensiva, avanzando a tratti più del dovuto. Esterno del tridente o seconda punta, forse il suo destino italiano è lì. Per il momento, buona la prima. E se il buongiorno si vede dal mattino, la cartolina da Rio de Janeiro è già gradita.

 

Pasquale Cacciola – Redazione MilanLive.it

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