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Fabio Borini e Krzysztof Piatek (©Getty Images)

NEWS MILAN – Il Milan vola in semifinale di Coppa Italia, perché un uragano di nome Krzysztof Piatek si abbatte con tutta la sua furia sul Napoli di Carlo Ancelotti. Un diavolo che veste Diavolo: sabato il primo indizio, ieri la conferma assoluta. Sei mesi dopo, ecco il leader di cui c’era bisogno.

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Come sottolinea La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, altro che
Jon Dahl Tomasson: senza esagerare, il neo bomber dell’Est ricorda piuttosto Andriy Shevchenko. Perché i due, anche nella diversità del profilo tecnico, condividono la stessa ferocia al tiro. Ieri, con movimenti e sportellate, il polacco ha mandato subito in tilt la retroguardia partenopea. Poi sono bastati 27 minuti per chiudere la pratica. Prima credendoci più di tutti su un pallone che ha scavalcato e beffato Nikola Maksimovic, poi creandosi un goal meraviglioso con una sterzata improvvisa e piazzandola con precisione e cattiveria. L’ex Genoa – sottolinea il quotidiano – ha la dote principale dei veri numeri 9: ossia si crea da sé lo spazio per il tiro e vede la porta con acutezza, scegliendo sempre l’angolazione migliore. Ora c’è un solo errore che il Milan non dovrà commettere: credere che ora tutto si sia risolto con l’arrivo di Piatek, senza più aggiungere nulla. Assolutamente no invece, perché proprio ora bisognerà pedalare ancor più di prima. L’intera formazione di Gennaro Gattuso dovrà mettere quel quid in più per un grande finale di stagione verso la prossima Champions League e, chissà, magari un’altra finale di Coppa Italia.

Redazione MilanLive.it