Tatarella (Consigliere Forza Italia): “Bloccheremo il progetto di Milan e Inter”

San Siro
San Siro (©Getty Images)

NEWS MILAN – Il futuro di San Siro è al centro dell’attenzione mediatica e… politica. Già il Sindaco di Milano Beppe Sala è in disaccordo con Milan e Inter riguardo la demolizione dello storico impianto Giuseppe Meazza, in quanto non sarebbe più proprietà del Comune.

Ma come se non bastasse, a mettere i bastoni tra le ruote dei due club milanesi c’è anche il neonato comitato chiamato “No demolizione San Siro” e il portavoce è Pietro Tatarella, consigliere comunale per il partito Forza Italia. I colleghi di calciomercato.com lo hanno intervistato per capire le ragioni della loro contrarietà: “Siamo in fase di adozione del PGT (il vecchio piano regolatore del territorio) e attraverso questo strumento possiamo non concedere a Milan e Inter la delega per il nuovo stadio. Ma per rendere ancora più forte l’iniziativa, possiamo indire un referendum e raccogliere 15 mila firme”. 

Poi prosegue parlando del progetto dei due club: “Vogliono fare come hanno fatto a Torino: ridurre la capienza dello stadio e alzare la redditività. Ma in questo modo si alza il prezzo dei biglietti e ciò non può che portare a una nuova e inconcepibile visione del calcio, che nasce come sport popolare e adesso sta diventando uno sport elitario. Questo va contro i principi e i valori di questo sport, è giusto lasciare la capienza attuale in modo che, chi vuole, può spendere il giusto andando a vedersi la partita in terzo anello”.
Ricordiamo però che la riduzione a 60.000 posti è dovuta ai numeri di capienza media che fa registrare San Siro negli ultimi 19 anni. Dalla stagione 2000/01 le due squadre non vanno oltre il 23% di gare con più di 60mila spettatori.

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Il politico di Forza Italia ha attaccato Milan e Inter, accusandole di non pensare ai tifosi: “Le due proprietà sono fredde rispetto ai sentimenti dei tifosi. E’ solo un’operazione di business. Non vanno via per costruire la casa del diavolo o la casa del biscione e dietro questa operazione c’è del provincialismo, anche se si parla di consulenti internazionali dietro l’operazione. A Londra ci sono 7 stadi per le squadre di Premier non vedo perché a Milano non possano essercene due. Nuove aree? C’è l’area di Sesto che è ben collegata, ma ce ne sono anche altre, come quella degli scali ferroviari o quella di Porto di mare. Basta venire in comune e una soluzione si trova”.

E su quest’ultimo punto c’è da dire che Milan e Inter dovrebbero avere uno stadio di proprietà ciascuno, ma ovviamente entrambe avrebbero voluto mettere le mani sull’attuale San Siro. Evitando lo scontro, hanno fatto questa scelta di un nuovo impianto condiviso. Così facendo peraltro ridurranno sensibilmente i costi di gestione e di costruzione, rendendo attivo settimanalmente l’impianto con le partite, anziché bi-settimanalmente come accade per gli impianti con unico proprietario.

 

Giacomo Giuffrida – Redazione MilanLive.it