Gabriele Gravina presidente FIGC
Gabriele Gravina (©Getty Images)

In Italia il famoso “diritto di recompra“, introdotto solamente un anno fa imitando il modello della Liga, è già oggetto di cambiamenti. Il Consiglio Federale della FIGC ha approvato nelle scorse ore una modifica.

Il presidente Gabriele Gravina ha spiegato che la clausola di riacquisto di un giocatore venduto «non avrà più effetti sotto il profilo fiscale se non quando vengono effettivamente maturati». Come spiegato dall’agenzia ANSA, gli effetti contabili delle eventuali plusvalenze-minusvalenze avranno decorrenza nel momento in cui l’opzione verrà esercitata oppure ne sarà annunciata la rinuncia. Ciò solo ed esclusivamente nel primo giorno del periodo di trasferimenti estivo della seconda stagione successiva a quella nel corso della quale è avvenuta la cessione definitiva.

Gravina da tempo aveva intenzione di apportare modifiche al diritto di recompra, strumento utilizzato a volte per generare plusvalenze eccessive. Uno dei club della Serie A che ha fatto maggiormente ricorso alla clausola di riacquisto è la Juventus. Sono celebri i casi di Emil Audero (riscattato per 20 milioni dalla Sampdoria) e Alberto Cerri (riscattato dal Cagliari per 9 milioni), per i quali non è stata esercitata l’opzione di recompra e che hanno generato 28,3 milioni di plusvalenze alla Vecchia Signora. C’è anche Rolando Mandragora, che l’Udinese ha pagato 20 milioni e che la Juve può riprendersi versandone 26 entro il 2020. Plusvalenza da 14,7 milioni per la società piemontese.

 

Redazione MilanLive.it