Milan, Abate saluta dopo dieci anni di passione

Ignazio Abate
Ignazio Abate (©Getty Images)

MILAN NEWS – Non sarà mai stato troppo amato dalla gente, per qualche amnesia difensiva imperdonabile soprattutto in alcuni derby del passato. Ma lo spirito rossonero incarnato da Ignazio Abate va elogiato a pieno.

Il terzino classe ’86 è pronto a dire addio alla maglia del Milan dopo dieci anni consecutivi a servizio della sua squadra del cuore, quella scelta da ragazzino anche se il papà Beniamino era stato portiere dell’Inter negli anni ’90. Abate è arrivato da giovanissimo nel vivaio milanista, mandato poi a fare esperienza tra Napoli, Piacenza, Modena, Empoli e Torino.

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Nella stagione 2009-2010 Abate tornò a Milanello e l’allora tecnico Leonardo (oggi direttore dell’area tecnica) decise di trasformarlo da talentuoso esterno offensivo a terzino destro, vista la sua capacità di attaccare la fascia in lungo ed in largo. Ci mise un po’ ad apprendere la fase difensiva, commise diversi svarioni tipici di chi merita pazienza per un ruolo nuovo e delicato, ma si fece apprezzare soprattutto con Massimiliano Allegri al timone, dal 2010 al 2014, quando Abate diventò il punto fermo della corsia destra rossonera.

Il suo esordio da titolare, in un Milan-Bologna del settembre 2009, fu il trampolino di lancio per una carriera dedicata ai colori rossoneri. Abate si meritò comunque la fiducia dei propri tifosi, fu protagonista dell’ultimo Scudetto conquistato nel 2011 e venne chiamato anche in 22 occasioni a difendere la maglia della Nazionale maggiore.

L’ultimo gol? E’ arrivato circa un anno fa, in Milan-Verona dello scorso campionato, una sfida molto simile a quella di domani contro il Frosinone che decreterà la chiusura della carriera di Abate davanti al pubblico di San Siro. Una giornata particolare per il numero 20, che si congederà come ha sempre fatto, con rispetto, maturità e umiltà. Non sarà stato un terzino dalle doti straordinarie come Tassotti o Cafu, ma Abate per anni ha incarnato l’anima rossonera, capace di lottare e reagire anche nei momenti più bui.

 

Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it