News Milan: corsa Champions, Gattuso e futuro. Ecco il parere di Filippo Galli

Filippo Galli
Filippo Galli (foto Facebook)

Il Milan è di fronte all’ennesimo momento clou della sua storia. I media raccontano di una rivoluzione imminente fra campo e ufficio. Ma intanto fra tre giorni c’è una partita molto importante. A Ferrara l’ultima possibilità di conquistare un posto in Champions League.

Contro la Spal bisogna vincere ad ogni costo e sperare in un miracolo di Sassuolo o Empoli, rispettivamente impegnate contro Atalanta e Inter. Le probabilità sono minime, ma non nulle. Per fare un punto sulla situazione, la redazione di MilanLive.it ha contattato in esclusiva Filippo Galli, una delle leggende del ‘Diavolo’ ed ex responsabile del settore giovanile rossonero. Grazie al suo lavoro e quello del suo staff, ha portato in prima squadra giocatori come Gianluigi Donnarumma, Davide Calabria e Patrick Cutrone, oggi patrimonio tecnico – ed economico – del club.

Milan fra Champions e futuro: il parere di Filippo Galli

La cosa più importante oggi è la Spal. Quante probabilità ha il Milan di andare in Champions League?

“E’ una corsa a tre e secondo me le probabilità sono uguali. Il Milan ha qualcosa in meno perché non dipende da sé, deve vincere e sperare nelle altre. Però mi sento di dare la stessa percentuale a tutti. Checché se ne dica, anche Inter e Atalanta hanno due partite complicate. Anche la gara di Reggio Emilia secondo me non è semplice come potrebbe sembrare”.

Peccato per il black-out post derby.

“Sì, in quel periodo il Milan non è riuscito a dare la continuità di risultati che sembrava aver acquisito. Il quarto posto sembrava alla portata e invece si è trovato a dover rincorrere. Si parte dalla valutazione dell’aspetto tecnico, poi però ci sono varie componenti che possono più o meno incidere. E’ chiaro che il derby è stato uno spartiacque dal punto di vista della fiducia, della sicurezza dei propri mezzi. E così sono venuti fuori quei risultati successivamente. Peccato perché la squadra aveva anche meritato la posizione ottenuta. Adesso siamo legati a ciò che faranno gli altri nell’ultima partita”.

Come giudica il lavoro di Gattuso?

“Io credo che abbia fatto un lavoro importante. Si è fatto seguire dal gruppo e alla fine ha gestito bene alcune situazioni difficili come Bakayoko o Biglia-Kessie. Questo significa che la squadra è con lui, al di là delle dinamiche poco lineari viste nei giocatori e nei comportamenti. Sta lottando per un posto in Champions League, anche se era l’obiettivo minimo e sappiamo tutti quanto sia importante”.

Merita di restare?

“Non lo so. Ma credo che possa guidare ancora questo gruppo di giocatori perché lo ha seguito. Ci vuole tempo per costruire una squadra forte, bisogna dare tempo a tutti e quindi anche all’allenatore”.

Invece sembra che Leonardo il suo tempo lo abbia finito.

“Gazidis mi sembra colui che muove i fili del Milan, che prende le decisioni. Ci sta che venga valutato in un certo modo l’operato di Leonardo. Ci sono persone che occupano dei ruoli decisionali e che devono fare delle scelte anche scomode, ma fanno parte delle loro mansioni. Si guarda la rosa del Milan, c’è un certo numero di giocatori e degli ingaggi molto alti, è secondo soltanto alla Juventus”.

Secondo lei la rosa del Milan è da Champions?

“Come ho detto già, nelle prestazioni, nei risultati non c’è soltanto l’aspetto tecnico tattico. Ci sono anche altri aspetti. Se il Milan ha un monte ingaggi secondo soltanto alla Juventus, questo non significa che è matematico arrivare in alto. Certo, questo può far pensare, però non è così conseguenziale che una rosa di un certo valore debba per forza vincere. Dipende da tante cose, il Milan ha avuto anche tanti infortuni quest’anno. Ci sono tante cose da tener presente, sarebbe riduttivo considerare un solo ambito”.

Secondo lei Maldini può lasciare senza Leonardo?

“Sinceramente non credo che il destino dell’uno dipenda dall’altro”.

Ha visto crescere Donnarumma, Cutrone e Calabria. Si aspettava questi miglioramenti?

“Tutti hanno mantenuto le aspettative. Cutrone ha avuto meno spazio perché è arrivato Piatek, però quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente, se non altro dal punto di vista del dare una scossa alla squadra per cercare un risultato o per consolidarlo. Donnarumma ha avuto qualche momento di difficoltà, però si è ripreso alla grande e domenica ha parato un rigore che può essere fondamentale. E Calabria prima dell’infortunio è stato uno dei giocatori più positivi”.

A proposito di settore giovanile. Pare che ci sarà una rivoluzione anche lì. C’è la possibilità di un suo ritorno?

“Dovete chiedere a Leonardo e Maldini, sono loro che fanno queste scelte. Ma penso di no perché non sono mai stato contattato. Sinceramente penso che abbiano altre idee”.

Però le piacerebbe.

“Beh certo… Ho lasciato un lavoro mio malgrado, mi hanno messo nelle condizioni di lasciare, ma è indubbio che tornare mi piacerebbe. Il Milan è sempre stato il mio punto di riferimento dal punto di vista professionale, in ogni ambito. Ho lavorato per nove anni come responsabile del settore giovanile, mi dispiace esserne uscito. E questo non posso nasconderlo. Ci tengo a precisare però che questo non significa che voglio propormi, perché non ha senso”.

Domani sarà l’anniversario di Milan-Steaua 4-0, l’inizio delle leggenda. Ci può raccontare le emozioni di quella serata?

“Quella è stata una serata mitica oserei dire. Per me, che sono sempre stato milanista, arrivare a giocarmi la finale di Coppa dei Campioni, anche se non ero titolare, e vedere tutta quella gente che ostruiva il passaggio del nostro pullman che ci portava dall’Hotel allo Stadio, è stato incredibile. Il Camp Nou era tutto rossonero perché lo Steaua non aveva seguito per ovvie ragioni. Penso sia stato qualcosa di epico e penso che ogni tifoso del Milan la ricorderà per sempre. Così come tante altre partite, ma quella aveva un sapore particolare, perché significava tornare sul tetto d’Europa dopo tanto tempo”.

 

di Pasquale La Ragione – Redazione MilanLive.it