Maldini: “In Italia stadi inadeguati, ma giovani competitivi”

News Milan: altre dichiarazioni di Maldini a ‘Rolling Stone’.

Paolo Maldini AC Milan
Paolo Maldini (©Getty Images)

Nell’intervista rilasciata oggi a ‘Rolling Stone’, Paolo Maldini ha parlato di alcuni importanti argomenti. Non si sbilancia sulla risposta che darà a Ivan Gazidis sull’offerta (“Tra pochi giorni le cose saranno definite“), ma racconta alcune situazioni.

Se ha preso più insulti da giocatore o da dirigente: “Da calciatore, quale che sia il risultato che tu hai ottenuto, un vaffa te lo prenderai sempre (ride). Diciamo che è un po’ nell’anima del tifoso, spero che questa cosa cambi“.

Nove anni lontano dal calcio, ma non da tutto: “Qualcosa ho fatto, anche se sono un tipo riservato. Solo che di questi tempi sembra che se non comunichi una cosa, non l’hai fatta. Mi sono interessato a tante cose, ho dedicato del tempo ai miei figli in un momento fondamentale della loro crescita, sono stato all’estero, ho viaggiato. Anche da calciatore la vita per me non è mai stata solo calcio, e questo sicuramente mi ha aiutato al momento in cui ho detto basta. Quello non è mai un passaggio semplice per un atleta, visto che ti trovi all’improvviso a dover gestire da te un’esistenza che era sempre stata gestita da altri“.

Su cosa gli piace e cosa no sul calcio italiano: “Parto da quello che non mi piace: gli stadi sono vecchi e vanno adeguati, perché fruire un match in una struttura degli anni ’50 o degli anni 2000 è completamente diverso. Invece mi sono piaciute alcune cose che ho visto in campo, il coraggio nel gioco che hanno dimostrato club “minori” come l’Empoli in questo finale di stagione. Non è un caso se oggi le nostre nazionali giovanili sono finalmente competitive”.

Su San Siro, invece: “San Siro è perfetto per chi ci gioca, il pubblico lì a due passi dà qualcosa di unico. Per chi guarda, invece, servirebbe un’esperienza migliore, ma questo si fa solo con uno stadio di proprietà“.

 

Redazione MilanLive.it