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Mario Balotelli e Rudi Garcia (©Getty Images)

NEWS MILAN – Un rapido salto in Italia per Mario Balotelli. L’ex attaccante del Milan, ieri, è stato infatti ospite all’istituto Bodoni di Parma per un incontro con i ragazzi tra calcio, integrazione e tanto altro.

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Reduce dalla mancata chiamata del Ct Roberto Mancini, il 28enne nato a Palermo ha parlato così del suo percorso in nazionale: “Negli anni passati non essere stato convocato mi ha fatto molto arrabbiare, anche perché nelle due stagioni al Nizza ho avuto un ottimo rendimento. Non mi chiamavano e non mi davano neppure una spiegazione (stilettata a Gian Piero Ventura, ndr). Ora ci ho fatto l’abitudine… giocare per il mio Paese è la cosa più bella e quando non mi hanno convocato (stavolta si riferisce alle ultime scelte di Roberto Mancini, ndr) ci sono rimasto molto male”. C’è spazio anche per il suo futuro: “Sono sincero, non ho ancora deciso niente e non ho neppure parlato del futuro con il mio procuratore. Prima ho voglia di un po’ di vacanza. Io al Parma? Sarebbe un onore”. 

Nel corso di un discorso invece relativo al razzismo, secondo SuperMario, il suo colore ha finito col condizionare anche la sua carriera. Ecco quanto riportato dal Corriere dello Sport di oggi: “Secondo me sì. Non dico dove, come e quando, ma è successo. E neppure il mio carattere mi ha aiutato, ma non mi pento quasi di niente. Credo che nessuno debba cambiare il suo carattere: nella società di oggi si tende a essere tutti uguali, a dire sempre di sì, a non controbattere e ad adeguarsi. Io ho un carattere forte che può aver dato fastidio a tante persone, ma è un problema loro. Mi sento un africano-italiano fiero di come sono e delle mie origini. E presto spero di andare in Ghana dove va più spesso mio fratello Enock. Non ci sono mai stato”. 

Su Matteo Salvini, invece, è questo il pensiero di Balotelli: “Io non ho problemi con lui e secondo me dice anche delle cose giuste, ma quando tocca il problema dell’immigrazione, il modo in cui parla alle persone che lo votano suscita in loro razzismo. Questo è il problema vero. Sento tanti che si lamentano dell’immigrazione, ma poi le grandi nazioni mondiali vanno in Africa a sfruttare le sue ricchezze. Se non vogliono gli africani, stiano nelle loro nazioni e non vadano in Africa”. E poi un doloroso tuffo nel passato: “L’Italia è una nazione particolare: le devo tanto, ma non nascondo che quando ero più giovane ho faticato a integrarmi nonostante io sia nato qua. Se non avessi avuto due famiglie alle spalle, magari non sarei diventato quello che sono. Tocca soprattutto alle persone che vivono in Italia dare una mano agli stranieri nel processo di integrazione”. 

 

 

Redazione MilanLive.it