L’anarchico Giampaolo per rivoluzionare il Milan

Marco Giampaolo
Marco Giampaolo (©Getty Images)

In un contesto logorato dalla paura di scoprirsi, Marco Giampaolo rappresenta la ventata d’aria fresca di cui il Milan ha bisogno. Perché il suo credo spalanca le porte alle idee, ad una filosofia precisa che, se funzionerà, riporterà a San Siro l’abitudine al bel calcio.

Nato a Bellinzona, in Svizzera, ma cresciuto a Giulianova. Sfegatato tifoso dell’Inter, sostenitore di Enrico Berlinguer. Giuliano Sonzogni, seguace di Arrigo Sacchi, il suo maestro calcistico. “E’ stato il primo a insegnarmi qualcosa di diverso“, disse di lui Giampaolo. Che non fu un grande giocatore; molto meglio da allenatore, con le importanti esperienze con Ascoli e Siena. Poi un periodo difficile, culminato dall’episodio di Brescia, quando addirittura ‘Chi l’ha visto?’ si impegnò a cercarlo.

Prima di sparire si confrontò duramente con la tifoseria. Giampaolo spiegò di essersi rinchiuso in casa per allontanarsi da quel calcio così malato. Ecco, per molti questo evento è considerato una macchia nera della sua carriera. Invece riassume la personalità, forte e anarchica, di un uomo che non scende a compromessi. La Cremonese lo rilancia, l’Empoli è il trampolino, la Sampdoria un’occasione bella e importante. E ora il Milan, la chiamata più attesa.

Nonostante la fede nerazzurra, questa è una possibilità irrinunciabile. La aspetta da tanto, troppo tempo. E lui di tempo non ne ha molto altro. In una vecchia intervista rivelò di non voler allenare ancora per troppi anni, quindi una grande opportunità l’avrebbe accolta subito e volentieri. Dopo aver sfiorato la Juventus e proprio il Milan nel 2016, è pronto per giocarsi le sue carte e sfoggiare il suo metodo (finalmente) ad alti livelli.

Giampaolo gode di grande stima nel mondo del calcio. Sacchi lo ha definito un maestro, Daniele De Rossi gli ha chiesto di entrare nel suo staff. Molti giovani allenatori hanno rivelato di aver studiato le sue idee, formate e costruite negli anni, con le giuste influenze. Infatti per un periodo seguì gli allenamenti del Barcellona, la squadra che sogna di allenare. “Ho cercato di riproporre alcune cose, ma è impossibile. E’ un fatto di cultura“.

Una buona parte dei tifosi del Milan sono delusi da questa scelta, lamentando lo scarso curriculum di Giampaolo. Ecco, a queste persone ricordiamo che Maurizio Sarri soltanto dieci anni fa veniva esonerato dal Verona prima e dal Perugia poi; ora è uno dei migliori allenatori d’Europa. Lo stesso Sarri che lo consigliò al presidente Corsi per sostituirlo all’Empoli. Perché una cosa è certa: se c’è un allenatore che più si avvicina alle idee tattiche dell’ex Napoli, quello è proprio Giampaolo. Non sappiamo se farà bene e se riuscirà ad imporre il proprio gioco, ma ha bisogno di tempo e fiducia. Se andrà tutto per il meglio, il Milan tornerà finalmente a fare calcio con un’idea precisa, anarchica e senza compromessi.

 

di Pasquale La Ragione – Redazione MilanLive.it