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Elliott-Milan, un anno tra battaglie e rivoluzioni

Circa un anno fa è iniziata l’era Elliott Management all’interno del Milan. Il bilancio dei primi dodici mesi di proprietà americana

Gordon Singer
Gordon Singer (foto acmilan.com)

Era il 10 luglio 2018 quando il fondo d’investimento Elliott Management Corporation diventava a tutti gli effetti il maggiore socio investitore dell’A.C. Milan.

Un giorno di circa un anno fa che decretava la fine rapida e enigmatica della proprietà cinese, guidata da quel Yonghong Li arrivato tra mille dubbi e misteri ma in grado (inspiegabilmente) di investire cifre pazzesche per il calciomercato del Milan senza però riuscire a saldare debiti e oneri con lo stesso fondo Elliott.

Oggi il Corriere dello Sport ha fatto il bilancio degli ultimi dodici mesi in casa rossonera, quando il fondo Elliott guidato dalla famiglia Singer ha deciso di affidarsi ad un management tutto nuovo. Una rivoluzione cominciata tra luglio ed agosto dello scorso anno, con la chiamata del manager Paolo Scaroni, tifoso rossonero doc, alla presidenza oltre ai ritorni di Paolo Maldini e Leonardo come massimi dirigenti del club.

L’opera di riavvicinamento della tifoseria milanista è parzialmente riuscita, con un campionato convincente solo in parte, con l’arrivo di qualche calciatore importante ma senza l’accesso alla prossima Champions League che avrebbe reso la stagione 2018-2019 tra le migliori degli ultimi anni in casa Milan. L’estate in corso vedrà altre rivoluzioni in atto: la promozione di Maldini a direttore tecnico, il ritorno di Zvone Boban, il cambio di strategia in panchina con Giampaolo chiamato al posto di Rino Gattuso.

Ma l’anno rossonero a firma Elliott si è contraddistinto anche per le battaglie istituzionali con la commissione UEFA per salvare faccia e conti del club rossonero. L’approdo dell’a.d. Ivan Gazidis, vecchia volpe del calcio internazionale, è servita per dettare una strategia ben precisa: accordarsi con Nyon senza mollare di un centimetro il progetto di crescita, sacrificando persino la partecipazione in Europa League pur di non chinare il capo sotto le pesanti sanzioni in arrivo.

E per ultimo quel progetto stadio in condivisione con i rivali dell’Inter che dovrebbe regalare al Milan un impianto moderno, in linea con gli standard europei. Il tutto sotto la guida di Elliott, fondo che spera di rivitalizzare umori e finanze di una società storica.

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Keivan Karimi – Redazione MilanLive.it