Milan-Angel Correa, la trattativa continua ma l’ostacolo persiste. L’affondo è previsto per dopo Ferragosto: la società resta fiduciosa, ecco perché 

Angel Correa
José Angel Correa (©Getty Images)

Il Milan è sempre in pressing per Angel Correa, ma la trattativa non si sblocca. Come ribadisce Tuttosport oggi in edicola, l’affare è ancora ferma sulla distanza tra la proposta rossonera e la richiesta dell’Atlético Madrid: 45 milioni di euro contro 55.

Il giocatore, chiedendone la cessione e raggiungendo il nuovo accordo, il suo l’ha fatto. Ora tocca a Elliott Management Corporation. Ma in via Aldo Rossi – rivela il quotidiano – c’è ottimismo e fanno pieno affidamento sulla volontà del giocatore.

Milan, in stand-by la cessione di Suso

Correa, infatti, ha rifiutato il Monaco e vuole solo la maglia del Milan. Ed è su queste basi che Zvonimir Boban e Paolo Maldini contano di sbloccare l’affare dopo Ferragosto, cercando di definirlo alle proprie condizioni.

Ma nel frattempo servirà una cessione per chiudere l’operazione, e il nome di Suso, per questioni tattiche ed economiche, resta il profilo più indicato. Il problema è che non si sono offerte, causa anche l’alta richiesta della dirigenza per il giocatore. Ma quei 40 milioni di clausola rescissoria – svela Ts – sono trattabili, e potranno scendere anche a 35 volendo.

Alessandro Lucci, agente del giocatore, al momento registra gli interessamenti di Roma, Lione e Fiorentina, ma nessuna ha avanzato l’offensiva necessaria per chiudere l’affare. Il Milan aspetta e spera: una cessione di Suso, seppur a malincuore per Marco Giampaolo, sarebbe vitale, trattandosi di una totale maxi plusvalenza.

Laxalt in uscita: ci sono pretendenti

Ad oggi, tuttavia, il giocatore con più mercato è Diego Laxalt. Come infatti riferisce il quotidiano, il suo agente è atteso in sede per trovare una soluzione per il suo assistito e la stessa società.

La dirigenza nel frattempo ha storto il naso davanti alla richiesta di prestito secco effettuata dall’Atalanta: apre solo e unicamente a prestiti onerosi con obblighi di riscatto, con SPAL, Torino e Parma che restano alla finestra e si tengono aggiornati sulla vicenda.

Considerata l’abbondanza sulla sinistra, sarà necessaria almeno una cessione e l’uruguaiano sembra il nome più vicino all’addio, anche se il suo ingaggio da 1.8 milioni rischia di essere un ostacolo per qualsiasi pretendente.