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Striscione contro la pirateria TV a San Siro (©Getty Images)

La battaglia contro la pirateria TV è una di quelle che vengono condotte con maggiore impegno in questi anni. Non è facile da vincere, considerando i vari escamotage a disposizione di chi viola la legge. Ma le istituzioni cercano di fare del proprio meglio.

Un’inchiesta della Procura di Napoli ha portato la Guardia di Finanza a sequestrare la piattaforma streaming pirata Xtream Codes. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, prima dello spegnimento c’erano 700.000 utenti collegati online e il potenziale complessivo è da ben 5 milioni di utenti totali. Con un abbonamento da 12 euro al mese era possibile guardare i principali programmi trasmessi dalle Pay TV.

L’indagine è stata svolta in collaborazione con Eurojust, agenzia dell’Unione Europea. Infatti, la vicenda non riguarda solamente l’Italia. Ha coinvolto anche Grecia, Olanda, Francia, Germania e Bulgaria. La base operativa dell’organizzazione criminale era a Napoli, anche se l’ideatore della piattaforma streaming Xtream Codes è greco. L’attività era in piedi dal 2015 e solo in Italia c’era un giro d’affari da oltre 2 milioni di euro al mese.

30 le Iptv bloccate in tutta Europa, con 9 centrali di smistamento del segnale in Italia. Sono stati individuati circa 200 tra conti PayPal, PostePay, conti correnti bancari e wallet bit coin, tuttora oggetto di indagine. Inoltre sono stati sequestrati oltre 200 Server e 80 domini e sono state effettuate 20 perquisizioni in tutta Europa presso sedi di società e provider.

Il olonnello Giovanni Reccia, comandante del Nucleo speciale tutela della privacy e frode tecnologica, ha dichiarato: «Individueremo gli utenti italiani e verranno perseguiti. Andremo a individuare coloro che hanno acquistato i palinsesti a un prezzo bassissimo, commettendo un reato. Rischiano la reclusione e una multa da 2.500 a 25mila euro».

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