Serginho ha parlato di Lucas Paquetà, Krzysztof Piatek e Leo Duarte. L’ex laterale sinistro del Milan ha espresso la sua opinione sui tre giocatori rossoneri.

Serginho
Serginho (©Getty Images)

Serginho ha indossato la maglia del Milan dal 1999 al 2008 vincendo praticamente tutto. Non sempre è stato titolare, ma con le sue importanti qualità è riuscito tante volte a ritagliarsi spazio e ad incidere.

Conclusa la carriera da giocatore in rossonero, è stato tra gli osservatori del club per diversi anni. Attualmente il brasiliano collabora con l’agente Alessandro Lucci, assieme al quale nell’ultima sessione estiva del calciomercato ha portato Leo Duarte dal Flamengo al Milan.

A proposito del difensore centrale suo connazionale, ancora senza minuti ufficiali in squadra, Serginho si è così espresso ai microfoni di calciomercato.com: «Non trovare spazio è normale per Duarte. Sono fermamente convinto che abbia tutte le capacità per diventare un giocatore importante. Si deve adattare a un calcio diverso e a una lingua diversa. Da quello che sento dal Milan credo che sta rispondendo bene alle sollecitazioni, deve avere solo tanta pazienza. Non arrivi in Italia a 23 anni e diventi subito un titolare. L’unico che l’ha fatto è stato Kakà, ma parliamo di un fenomeno».

Secondo l’ex esterno mancino Duarte saprà farsi trovare pronto appena verrà chiamato in causa. Serginho poi ha parlato di un altro connazionale, ovvero Lucas Paquetà. Un giocatore al centro di qualche critica di recente: «Deve capire in fretta che le caratteristiche del calcio brasiliano sono profondamente diverse rispetto a quello italiano. Non hai tempo per alzare la testa, ragionare e guardare il compagno smarcato. A centrocampo, in Italia, è una guerra e non hai il tempo di fare la tua giocata come credi. Deve essere più preparato e veloce di pensiero. Fino a oggi non ha ancora trovato questa velocità».

Il brasiliano è stato interpellato pure su Krzysztof Piatek, centravanti che in questo inizio di stagione sta faticando più che nella scorsa ad incidere in zona gol. Secondo Serginho non si possono fare paragoni coi bomber del passato: «Noi creavamo tante occasioni da gol, oggi il Milan è diverso, crea poco. Lui è un attaccante che ha bisogno di essere servito in una certa maniera, con dei cross dal fondo. Quando il Milan avrà trovato una sua identità di gioco allora tornerà a segnare come l’anno scorso al Genoa. Per me è un grande attaccante che ha bisogno di un gioco adeguato per esprimersi al meglio».

Milan-Inter, Maldini: “I derby di Champions quelli più emozionanti”