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San Siro, l’ingegnere Aceti: “Ecco un’alternativa alla demolizione”

San Siro e una galleria panoramica sul terzo anello, ecco il progetto presentato in Comune dall’ingegnere Riccardo Acete. Il tecnico illustra il suo disegno ai microfoni di Tuttosport. 

Stadio Giuseppe Meazza San Siro
Stadio Giuseppe Meazza – San Siro (©Getty Images)

Utilizzare il terzo anello di San Siro per una galleria panoramica. E’ l’idea di Riccardo Acete, ingegnere e docente a Milano che lunedì ha presentato il seguente progetto in Comune. Si tratterebbe di una concreta alternativa alla demolizione per cui propendono i club, come ha spiegato il diretto interessato ai microfoni di Tuttosport.

Si parte dalla base: perché ristrutturare San Siro e non abbatterlo? Questa la visione del tecnico: “Perché è un elemento simbolo dell’architettura e dell’ingegneria sportiva. E perché ha un’unicità che va mantenuta”. 

E da lì l’idea: renderlo un poli multifunzionale, sì, ma senza decisioni drastiche. Ossia: “Il nostro studio va in questa direzione: non pensiamo a una demolizione, ma a una decostruzione di alcuni porzioni del terzo anello, con l’inserimento nelle torri di ascensori. Le gradinate vengono così sostituite da una galleria chiusa con vetrate che danno sull’impianto e verso l’esterno dove ospitare spazi commerciali, multimediali, un museo e punti di ristoro garantendo allo stadio un’apertura per 7 giorni su 7”.

San Siro, l’alternativa low cost e senza demolizione

Un’opzione che non costringerebbe nemmeno i club a traslocare momentaneamente: “Il terzo anello è nato come struttura staticamente indipendente nel 1989-90 ed è l’unico su cui è possibile lavorare senza interferire sulle attività dell’impianto, gestendo quindi l’attività delle squadre nei periodi di cantierizzazione. Sarebbe come tornare indietro alla stagione che ha anticipato i Mondiali in Italia”.

E soprattutto sarebbe una soluzione decisamente più low cost rispetto a una totale riedificazione. All’incirca, come spiega, costerebbe meno della metà rispetto ai 1.2 miliardi di euro posti come budget: “La ristrutturazione prevista nel masterplan prevede per una cifra di circa 500 milioni l’abbassamento della copertura, la demolizione del terzo anello, torri comprese, la ristrutturazione pressoché totale del primo anello. È chiaro che limitando l’intervento al terzo anello con l’inserimento dei nuovi volumi tutti in quota ci sarebbe un pesante abbattimento dei costi che varrebbe la pena di essere considerata in funzione di una ristrutturazione di San Siro”.

La chiave, quindi, è il terzo anello. E lì l’alternativa per ripartire ma senza cancellare la storia: “La nostra scelta, in tal senso, è radicale: è il nuovo terzo anello, così pensato, che deve dare un valore aggiunto allo stadio, tenendo presente che le dimensioni dell’intervento riguarderebbero 11mila metri quadri, ovvero due campi da calcio. Questa soluzione, che è possibile solo a San Siro, inoltre permetterebbe di mantenere l’unicità dell’impianto nel mondo senza copiare quanto già accade all’estero”. 

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