Milan, Maldini: “Passione per questi colori. Cambio allenatore? Unica scelta possibile”

L’intervista integrale di Paolo Maldini a Sky Sport. Il direttore tecnico ha parlato anche di Ibrahimovic e di tanti altri argomenti importanti.

Paolo Maldini
Paolo Maldini (©Getty Images)

Oggi la redazione di Sky Sport ha pubblicato l’intervista a Paolo Maldini in versione integrale, dopo i primi estratti già visionati ieri sera.

Il direttore dell’area tecnica milanista ha parlato a 360 gradi del suo Milan, degli obiettivi futuri e di alcuni temi scottanti attuali.

In primis si è espresso sul momento attuale dei rossoneri e sulla decisione di cambiare guida tecnica dopo 7 partite: “Il momento è delicato, fa parte di una fase di ricrescita. I tre cambi di proprietà hanno minato la crescita. Il cambio di allenatore? Non ce l’aspettavamo ma è stata l’unica scelta possibile. Miravamo ad un allenatore esperto e con concetti forte”.

Un errore ingaggiare Giampaolo? Maldini spiega la scelta di esonerarlo: “Se prendi una decisione a metà campionato vuol dire che è andato già in fumo, se la prendi all’inizio è un rischio ma ci si può rilanciare. Dobbiamo migliorare, veniamo da piazzamenti difficili e si può ancora crescere”.

Sul suo futuro come dirigente: “Rimanere per sempre? Scelta di cuore, sicuramente finirò la carriera a Milanello, difficile che andrò a fare questo lavoro altrove, ci sono tante cose che non sono state dette. Siamo stati banditi dall’Europa per cose non dette. L’Europa ci ha puniti fortemente. Spesso ti svegli la mattina e dici chi te lo fa fare, ma c’è sempre passione, amore per questi colori, nessuno può metterlo in dubbio”.

Sugli obiettivi futuri: “L’obiettivo principale è far vincere il Milan, nessun altro. Avere Boban accanto a me è simbolico: non vogliamo aspettare dieci anni per essere competitivi, la nostra presenza è una garanzia per tornare ad alti livelli in tempi accettabili. Se non sarà così non saremo più noi a condurre la gestione sportiva dell’AC Milan. Se la società vuole fare tutto ciò in 15 anni non è nei nostri piani, bisogna farlo nel medio termine”.

Sul momento di Piatek: “Per diventare un giocatore più forte deve farlo più con la squadra, ma è un calciatori di livello e farà bene”.

Sulla contestata esultanza di Calhanoglu: “Il saluto militare? Monitoriamo la situazione, ma la politica non deve entrare nel calcio”.

Sulle voci di un ritorno in Italia di Zlatan Ibrahimovic: “Potrebbe essere un sogno per tante cose. Penso che nella sua testa ci sia la paura di non essere più dominante. Io l’ho vissuto da vicino, quando Ancelotti mi mise in panchina nel derby, lì capii che non potevo accettarlo. Difficile che lui lo possa accettare”.

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