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Milan, allarme in attacco: numeri da lotta retrocessione 

Il Milan è il 14° attacco in Serie A: solo le squadre in lotta per non retrocedere hanno fatto peggio. Ecco i numeri di un’involuzione imbarazzante e preoccupante. 

Krzysztof Piatek
Krzysztof Piatek (©Getty Images)

C’era una volta un bomber da 30 goal stagionali. Oggi, invece, non resta altro che l’attuale 14° attacco della Serie A. Pochi mesi dopo, in casa Milan, lo scenario è tristemente cambiato, con l’11° posto in classifica che la dice lunga sull’involuzione generale.

Ma come evidenzia il Corriere dello Sport oggi in edicola, è stata soprattutto la dannata fatica nel segnare ad aver portato il Diavolo in una tale situazione. Un discorso surreale considerando i vecchi score di Krzysztof Piatek, eppure è effettivamente così.

In tutto, infatti, sono appena 11 le reti messe a segno finora. La media di un goal a giornata: solo le piccole Brescia, Verona, Udinese, Sampdoria e Spal hanno fatto peggio. Il tutto al netto di ben 15 goal incassati, e col Diavolo che ha ridotto anche il numero di marcatori. Sono soltanto sei finora: Piatek, Theo Hernandez, Hakan Calhanoglu, Rafael Leão, Suso e Kessie. Solo Brescia, Udinese e Spal hanno fatto peggio con appena tre marciatori ciascuno.

Come sottolinea il quotidiano, è anche una questione di coperta corta e lo ha dimostrato il cambio Leão-Paquetá visto con la Lazio. Il portoghese, subentrato, non ha inciso e ha finito per togliere l’equilibrio che il brasiliano aveva fino a quel momento assicurato.

Se tiri da una parte, ti scopri dall’altra. Sempre considerando che le alternative, nel frattempo, non valgono i titolari, poiché Samuel Castillejo e Ante Rebic non sono riusciti a insidiare nemmeno un Suso impalpabile nelle precedenti giornate.

La speranza – conclude il CorSport – è che quello di Piatek sia solo un momento di appannamento. Segnali di ripresa sono già noti, e molto di questa situazione dipenderà dalla sua vena realizzativa. Per quanto riguarda Leão, invece, non resta altro che aspettare. Passato l’exploit con Marco Giampaolo, ha mostrato i comprensibili limiti di un 20enne seppur di straordinario talento e potenzialità.

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