Milan, riecco Yonghong Li: “La verità su Montolivo e la fascia” 

Milan, colpo di scena: Yonghong Li sbarca su Twitter ed esce allo scoperto sui recenti fatti rossoneri. Indagato dalla Procura di Milano, l’imprenditore cinese è tornato alla ribalta mediatica. 

Yonghong Li
Yonghong Li (©Getty Images)

Milan, il ritorno di Yonghong Li. Quando ormai se n’erano perse tutte le tracce, ecco che l’uomo più misterioso della storia rossonera, indagato anche dalla Procura di Milano, appare improvvisamente su Twitter.

Inizialmente scambiato per uno dei numerosi fake, l’account dell’ex proprietario del club alla fine si è rivelato autentico. Da lì sono giunti una dozzina di tweet, dove l’ex patron milanista è tornato su argomenti vecchi e anche scottanti.

Ecco quanto evidenziato da La Gazzetta dello Sport: “Sono tifoso rossonero da sempre. Il futuro del Milan per me oggi è importante come non mai. Sono così triste per come stanno andando le cose adesso. Voglio parlare e ascoltare. Non parlo inglese o italiano troppo bene e ho dovuto restare fuori da Twitter fino ad ora. Ma alcuni amici mi stanno aiutando a tradurre. Quindi eccomi qui”.

Li spiega come le sue intenzioni col Diavolo, al di là di come sia andata, erano oneste e ambiziose: “Quando ho avuto l’opportunità di investire e di dare il mio sostegno finanziario al club rossonero, sono stato così felice di farlo. Non come un investitore in cerca di un profitto rapido, ma come un vero tifoso nella posizione di aiutare il club amato. Avevo piani chiari per il futuro, ma i piani furono smantellati e all’improvviso non ero più il proprietario del mio amato Milan”.

L’imprenditore asiatico poi smentisce la storia del passaporto sequestrato: “Non parlo spesso ma userò questo spazio per chiarire le falsità. Come prima cosa il mio passaporto non è mai stato confiscato. Questo è folle ed è una fake news. Chiunque abbia inventato la storia, però, è stato… creativo”.

Così come sconfessa anche la storia relativa alla fascia da capitano sottratta a Riccardo Montolivo: “Ho controllato con David (David Han Li, il suo braccio destro). E non è vero. Montolivo è un giocatore illustre, ma questa decisione non è stata nostra. Le persone spesso ci hanno dato la colpa per i problemi del Milan, ma non siamo stati gli unici responsabili”.

Montolivo, a tal proposito, si è recentemente sfogato ai microfoni del Corriere dello Sport spiegando che: “Mi hanno condannato a smettere. E non ho avuto neppure la possibilità di salutare i tifosi dopo sette anni. Fascia di capitano? Non fui io a consegnarla. Mi dissero che Yonghong Li aveva deciso che la fascia sarebbe passata a uno dei nuovi. Quando me lo comunicarono spiegai che lo trovavo ingiusto, che stavano commettendo un grosso errore poiché nello spogliatoio ci sono delle gerarchie che dovrebbero essere sempre rispettate. Feci i nomi di Bonaventura e Romagnoli. Niente, Bonucci”. 

Milan-Napoli, vietato fallire. Piatek inizia a giocarsi il futuro