Modulo e interpreti: come cambierà il Milan con Ibrahimovic 

Ecco il nuovo Milan di Zlatan Ibrahimovic. Modulo, interpreti e movenze: così Stefano Pioli potrà sfruttare lo strapotere svedese a favore della squadra. 

Zlatan Ibrahimovic
Zlatan Ibrahimovic (©Getty Images)

Due settimane e non di più. Come assicura La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, saranno questi i tempi di ‘adattamento’ di Zlatan Ibrahimovic al Milan. Serviranno appena 14 giorni per ritrovare la miglior condizione e rimettersi subito in carreggiata.

Si ripartirà poi dal 4-3-3, il modulo che ha garantito maggior equilibrio finora. Ibra sarà ovviamente al centro del tridente, dove potrà avere una duplice funzione: da una parte farà il pivot che punta la porta avversaria, dall’altra potrà aprire autostrade per i compagni che si muovono ai suoi fianchi.

In passato a Parigi ha funzionato, ma va anche detto che le caratteristiche degli interpreti erano ben differenti dalle attuali.  Sotto la Torre Eiffel c’era infatti gente come Angel Di Maria ed Edinson Cavani, un’ala di corsa e qualità eccellente e un centravanti dedito al sacrificio.

Al Milan lo aspettano Suso e Hakan Calhanoglu, un esterno non esplosivo e un trequartista adattato ad ala: entrambi prediligono ricamare palla al piede, e convertirli all’attacco dello spazio sarebbe una scommessa complicata.

Puntare sulla freschezza di Rafael Leão sarebbe invece un’alternativa interessante, col 20enne che potrebbe muoversi da mancino del tridente o da seconda punta, stile Robinho ai tempi dello scudetto 2010-11.

In questo caso Stefano Pioli dovrebbe ripensare il modulo, passando al 4-4-2 o al 4-3-1-2 provato senza fortuna da Marco Giampaolo o tornare a lavorare al 3-4-1-2 sperimentato tempo fa a Milanello. Quest’ultima ipotesi, tuttavia, potrà prendere corpo solo se l’affare per Jean-Clair Todibo andrà in porto aumentando il numero di centrali in rosa.

Sistemi di gioco a parte, per vedere Leão in azione con Ibrahimovic servirà innanzitutto un atteggiamento diverso da parte del portoghese. Dentro e fuori dal campo. L’approccio in allenamento inoltre sarà fondamentale, perché Ibra pretende il massimo impegno da chi lo assiste.

Ma il bomber scandinavo cambierà il Milan non solo in attacco. La sua “regia” avanzata, infatti, premia anche le incursioni dei centrocampisti come ancora ricorda e ringrazia Antonio Nocerino. In tal senso Giacomo Bonaventura ha già raccolto tanto in passato e con lo svedese potrebbe migliorare il rendimento in zona gol. Lo stesso che potrebbe succedere a uno tra Frank Kessie e Lucas Paquetá, mercato permettendo.

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