ESCLUSIVA ML – Jacobone: “Milan senza continuità. Donnarumma? Perderlo significherebbe arrendersi”

Dal futuro di Maldini a quello di Donnarumma e Ibrahimovic: Alessandro Jacobone di Milanisti Non Evoluti, in esclusiva, ci parla del momento in casa Milan.

alessandro jacobone

Momento complicato per il Milan. La netta spaccatura societaria che vede Boban e Maldini da una parte e Gazidis dall’altra sta facendo discutere tanto in questi giorni. Una situazione che di certo non aiuta la squadra di Stefano Pioli, chiamata a raggiungere l’obiettivo Europa League e la Coppa Italia. Per fare un punto su quello che sta succedendo in casa Milan e delle ripercussioni che potrebbero esserci sul mercato, la redazione di MilanLive.it ha contattato Alessandro Jacobone di Milanisti Non Evoluti.

Jacopone sul futuro di Boban e Maldini

Pensa che il futuro di Maldini sia segnato o c’è ancora qualche speranza di vederlo in sella anche la prossima stagione? Come giudica il lavoro di Gazidis?

“La volontà sarebbe quella di mantenere la figura di Maldini all’interno della società ma con un ridimensionamento. Difficile ad oggi pensare che l’attuale Direttore tecnico accetti, soprattutto dopo l’allontanamento di Boban, uomo scelto da lui per le sue competenze ma anche perché rappresenta quel ‘milanismo’ che serviva in società.
Ivan Gazidis non è altro che un esecutore del volere di Elliott. La voce grossa e il ‘papà cattivo’ non lo fa per sua scelta ma è il vestito che gli è stato dato; a tutti piacerebbe spendere sul mercato, facendosi così apprezzare dalla piazza ma c’è da fare i conti con il Fair-play finanziario. Valuto il suo lavoro, comunque, non sufficiente perché il Milan vede calare i ricavi e ora si è venuta a creare la classica situazione del cane che si morde la coda: se non spendi il Milan diventa sempre meno competitivo e diventando meno competitivo è difficile attrarre gli sponsor. L’abbiamo visto cosa è successo a gennaio: si è fatto di tutto per alleggerire il bilancio. E’ stato praticamente l’unico interesse.
Il mio pensiero è che c’è una mancanza di continuità. Cambiando continuamente ti ritrovi con un nuovo dirigente che vuole fare piazza pulita, cercando di cancellare quello fatto dai suoi predecessori. Cambiare non va bene e indebolisce il Milan anche dentro i palazzi e sul mercato con le sinergie che non si riescono a costruire. Senza alleanze è difficile fare così plusvalenze, che abbiamo capito essere vitali per i bilanci.
Però poi guardo il Milan di oggi e vedo elementi di ogni direttore sportivo: ci sono in rosa calciatori scelti da Galliani, da Mirabelli, Leonardo e Maldini. Bisogna cercare di dare continuità al lavoro fin qui svolto”

Come può reagire la squadra a questa situazione? La stagione del Milan ha ancora un senso?

“La situazione è complicata anche per via del Coronavirus che ha cambiato le abitudini dei calciatori, le gare vanno preparate con la testa. Le voci e le diatribe influenzano soprattutto una squadra che pecca in leadership in molti dei suoi componenti.
Sono preoccupato perché c’è una qualificazione in Europa League da guadagnarsi ma oltre agli obiettivi sul campo è giusto che si giochi con la testa su questa stagione fino alla fine per rispetto dei tifosi che hanno pagato un biglietto o un abbonamento”.

L’addio di Boban e Maldini appare ormai segnato. Quanto potrà influire questo sul futuro di Zlatan Ibrahimovic e Donnarumma, i giocatori che stanno più a cuore ai tifosi?

“La speranza è che dietro a questa apparente confusione ci siano piani concreti e che possano essere sottoposti a Mino Raiola in maniera convincente. Perdere Ibra significa perdere quella leadership che ci serviva e che ci ha ridato normalità nonostante la sua età, è stato un vero toccasana. Donnarumma? Perderlo significherebbe arrendersi all’idea di una progetto che punti ad un Milan veramente competitivo. Gigio ha davvero tutto, è milanista e giovane, rinunciare al tuo calciatore migliore significherebbe dare un chiaro segnale di mediocrità che il Milan, con il suo marchio e la sua storia, non può assolutamente permettersi”.