Ganz racconta: “Così passai dall’Inter al Milan. Maldini-Baresi idoli” 

Milan, tuffo nel passato per Maurizio Ganz. L’attuale tecnico del Diavolo primavera si è raccontato ai microfoni di Milan Tv tra ricordi e retroscena. 

Maurizio Ganz (©Getty Images)

Maurizio Ganz ripercorre vita e carriera. Intervistato da Milan Tv, l’attuale allenatore del Diavolo femminile si è tuffato nel suo passato con tanti ricordi e retroscena.

Si parte del suo approdo in rossonero nell’ormai lontano 1997, decisione presa proprio nel pieno della sua avventura interista: “Emozioni tante. Ho ricevuto tantissime chiamate dal dottor Galliani e da Arriedo Braida e ho deciso di andare a giocare al Milan sul pullman dell’Inter una sera di una cena Natale. E’ stata una scelta perfetta direi”. 

Milan, Ganz ripercorre la carriera

Quando gli si chiede invece il match indelebile della sua vita, Ganz torna indietro di altri 10 anni: “La partita che non dimenticherò mai è stato l’esordio in Serie A con la Sampdoria, Sampdoria-Atalanta 0-1 con un’autorete di Cesare Prandelli. Sono entrato nell’ultimo quarto d’ora al posto di Gianluca Vialli ed è stata un’emozione incredibile”. 

Per quanto riguarda il grande rimpianto della carriera, ovvero la partita che rigiocherebbe: “La finale di Coppa Italia contro la Lazio all’Olimpico. Forse anche un’altra: la Supercoppa italiana contro il Parma persa in casa a San Siro”. 

Ganz poi ricorda anche la sua prima stracittadina: “Passato all’Inter al Milan, dopo una settimana arriva il derby di Coppa Italia. Il famoso derby con il risultato di 0-5. Quella sera mi sentivo bene ma anche strano perché avevo gli occhi puntati di tutti i miei ex compagni dell’Inter. E’ stata una serata strana, ma la sentivo mia e infatti è successo questo”.

Idoli e scudetto rossonero

Ganz svela anche compagni e avversario più forti visti in carriera: “Quando ti puoi allenare con Maldini e Baresi credo sia il massimo della vita. Poi tutti gli altri che hanno fatto la storia del Milan e mondiale. Ronaldo credo che sia il giocatore che mi abbia impressionato di più nei 21 anni di carriera”. 

Come prendeva la notizia di doversi accomodare in panchina per una gara? “Incazzato ma positivo, speravo di poter entrare e di poter risolvere la partita e dimostrare all’allenatore di aver sbagliato la scelta quella sera. Ma sempre positivo nei confronti del gruppo”, rivela l’attuale tecnico della compagine femminile.

Una foto da postare su Instagram? “La foto dello scudetto con il Milan 98-99. Credo che lì sia stato il mio apice in assoluto come calciatore”, risponde Ganz. Poi la sua prima volta allo stadio da tifoso: “La Roma era in ritiro in provincia di Udine, proprio vicino al mio paese di origine. Mi ha impressionato tantissimo perché vedevo per la prima volta i professionisti del calcio”. 

Passato e presente di Ganz

Per quanto riguarda la canzona della sua vita: “Credo che “Don’t stop me now” sia la canzone che mi sono portato dietro per tutta la carriera e sto continuando a farlo. Ha un senso logico, credo che non fermarsi mai sia lo stimolo giusto per tutti i calciatori e per tutte le persone che fanno sport”.

Ganz poi spiega come ha iniziato a giocare a calcio: “Grazie alla mia passione, alla dedizione e probabilmente alla passione di papà. Mi ha avvicinato al calcio e lì non si siamo fermati, né io e né lui”. Un tuffo anche nel passato scolastico: “La materia preferita era educazione fisica. L’unica in cui avevo 10. A scuola ci andavo, non mi piaceva ma chiaro che il dovere è il dovere. Il mio pensiero comunque era quello di studiare e giocare a calcio. Poi è chiaro che poi nella mia vita ha prevalso il calcio”.

Ganz rivela anche un suo difetto personale: “Non godersi le cose positive quando arrivano, ma allo stesso tempo è anche un pregio perché guardo sempre avanti”. Infine i giocatori che porterebbe per una partitella: “In porta ce ne sono tanti… dico Sebastiano Rossi. Poi Maldini, Baresi, Tassotti e io davanti. Mi basta così”. 

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