Milan, no alla rivoluzione: come ripartire fra conferme e nuovi acquisti

Maldini merita di rimanere al Milan. Con lui più possibilità di convincere Raiola e Donnarumma. Sì ad Ibrahimovic e niente rivoluzione

Paolo Maldini no rivoluzione
Paolo Maldini (foto acmilan.com)

Certezze e continuità. Dovrebbero essere queste le parole d’ordine del Milan. L’ennesima rivoluzione, l’ennesimo anno zero non deve esserci.
Per guardare avanti servono punti fermi, a partire da Paolo Maldini.

Il Direttore tecnico, che ha certamente sbagliato la guida tecnica, affidandosi a Marco Giampaolo, ha portato a casa elementi importanti, che rappresentano il presente e il futuro del Milan: Theo Hernandez e Bennacer sono i calciatori da cui ripartire ma non sono gli unici.

Anche Ante Rebic ha dimostrato tutto il suo valore, soprattutto con l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Lo svedese andrebbe confermato al pari di Kjaer. In pochi giorni, dal loro arrivo a gennaio, hanno fatto la differenza. Non confermarli sarebbe un errore.

Ben cinque volti nuovi, da confermare, che provano il buon operato di Paolo Maldini che dovrebbe poter avere un budget importante per dimostrare tutto il suo valore.

Ma se il Milan è lontanissimo dalla qualificazione in Champions League molte cose non sono certamente andate bene: Stefano Pioli, ad esempio, è il più grande interrogativo. Con una ripresa ad alti livelli potrebbe però meritarsi la conferma.

Dando uno sguardo alla rosa, è indubbio che servirà investire su un nuovo terzino destro. Calabria e Conti hanno deluso e serve ben altro. Acquistare un centrale titolare da affiancare a Romagnoli, con Kjaer e Gabbia come rincalzi, dovrebbe essere l’altra esigenza.

Un mediano da affiancare a Bennacer e un’ala, capace di saltare l’uomo, potrebbero completare il mercato per un Milan nuovo ma non rivoluzionato.

Capitolo a parte merita ovviamente Donnarumma. Va fatto di tutto per proseguire insieme ma va convinto anche Mino Raiola, che potrebbe essere rassicurato da Maldini e da un progetto che va avanti, forse un po’ troppo lentamente, ma senza rivoluzioni.

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