Kaladze: “Milan, non puoi essere questo. Istanbul? Ecco la verità”

Kakhaber Kaladze ha ricordato il bel periodo trascorso al Milan da calciatore, ricordando anche aneddoti sulle finali di Manchester 2003 e Istanbul 2005.

Kakha Kaladze Milan
Kakha Kaladze (©Getty Images)

Conclusa la carriera da calciatore, Kakhaber Kaladze si è dato alla politica ed è attualmente sindaco di Tbilisi. L’ex difensore ha una grande voglia di aiutare il suo paese, la Georgia.

Kaladze non si è dimenticato, ovviamente, di quando scendeva in campo. E in una diretta Instagram con il giornalista Carlo Pellegatti ha ricordato il suo trasferimento al Milan: “Il club all’inizio seguiva solo Shevchenko, la dirigenza veniva spesso a vederci e poi si sono accorti anche di me. Mi hanno seguito per quasi due anni, seguivano tutte le mie partite in Champions League con la Dinamo Kiev. Al Milan ho passato anni bellissimi, ho vinto tutto quello che si poteva vincere. Eravamo una squadra fortissima e avevamo un grande spogliatoio».

L’ex calciatore ha un grande ricordo dell’esperienza rossonera, condivisa con grandi campioni come Paolo Maldini e Alessandro Nesta: «Maldini era il mio idolo da bambino, avevo il suo poster in camera. Era un grande campione, così come Nesta. Giocare con questi grandi campioni è stato meraviglioso. Uno dei segreti della grande squadre è che devi sempre puntare a migliorare. Ogni giorno dovevi lottare per essere titolare. Ho avuto momenti difficili, ma non ho mai abbassato la testa e ho cercato di dare sempre il massimo».

Kaladze ha ricordato anche il doppio derby di Champions League nel 2003 contro l’Inter: «Una tensione incredibile, non sono state partite facili. La nostra forza però era che sapevamo preparare bene i big match. Magari contro le piccole facevamo più fatica, ma in Champions abbiamo fatto grandi cose».

Il georgiano fu uno dei rigoristi nella finale di Manchester contro la Juventus. Sbagliò il suo penalty, però la squadra di Carlo Ancelotti vinse comunque: «Non ero rigorista, ma mancavano tiratori e dunque mi sono proposto di tirarlo. Quando stavo per calciare, la palla si è mossa leggermente in avanti e io mi sono un po’ distratto a guardarla. Per fortuna, nonostante il mio errore, alla fine abbiamo vinto la coppa».

Kaladze c’era anche nella tragica finale di Istanbul 2005, persa ai rigori dopo che il Milan era stato in vantaggio 3-0 al termine del primo tempo: «Eravamo disperati dopo Istanbul, ma successivamente abbiamo trovato la forza per vincere ancora. Non è vero che abbiamo festeggiato all’intervallo. Anzi, Ancelotti ci disse di stare attenti perché la partita non era ancora conclusa».

Inevitabile parlare anche del presente del club rossonero: «Come tutti i tifosi, anche non sono abituato a vedere un Milan così, però so che la società ha grandi progetti. Il Milan non può essere questo, deve stare sempre in alto. Speriamo possano fare una squadra forte per tornare in Champions e lottare per lo Scudetto». L’auspicio di Kakha è quello di tutti i milanisti.

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