Gazzetta – Milan, obiettivo settlement agreement: come cambia il FFP

Cambiamenti in vista per il Fair Play Finanziario nei prossimi anni, con il Milan che ha già fissato gli obiettivi a livello di bilancio.

Paul Singer Elliott
Paul Singer (foto Bloomberg.com)

Il Milan potrà muoversi sul mercato. Lo scrive oggi la Gazzetta dello Sport, parlando dei miglioramenti a livello di bilancio e di affidabilità finanziaria grazie all’intervento di Elliott Management Corporation.

I rossoneri non avranno certo la possibilità di fare investimenti assurdi, ma non resteranno fermi. Infatti i conti appaiono migliorati, al netto delle perdite dovute all’emergenza Covid, con una società più affidabile rispetto al periodo di Yonghong Li.

Il Milan ha espiato le proprie colpe rinunciando all’Europa League lo scorso anno. Ora è il momento di ripartire, approfittando anche dei cambiamenti generali in termini di Fair Play Finanziario.

La Gazzetta parla di adattamenti in vista nel sistema del FFP, destinato ormai a mutare definitivamente:  1) Il 2020 sarà accorpato al 2021 per creare un solo anno “finanziario”, così da attutire il deficit del lockdown con la probabile ripresa. 2) Si terrà conto dei mancati ricavi da Covid: per esempio, se un club aveva avuto entrate per 50 milioni nel 2019, e solo 25 milioni nel 2020, quei 25 milioni in meno saranno “scontati” dal passivo in quanto considerati effetto Covid. Altrimenti tutti i club europei sarebbero stati fuori dai parametri. 3) Il controllo sui conti è stato rimandato di un anno: il prossimo check sarà solo nel 2021.

Una buona opportunità per il Milan, che ha già pagato le sue sanzioni e vedrà migliorare il suo bilancio. Dai 146 milioni di deficit del 2019 si passerà a solo un centinaio di milioni per questa annata. Inoltre non va sprecata la partecipazione in Europa League: fondamentale l’approdo ai gironi per gli introiti dell’UEFA e per migliorare ulteriormente il bilancio.

In vista del 2021 i conti saranno sicuramente ancora in ‘rosso’, ma sarà anche il momento giusto per chiedere il “Settlement agreement“, accordo che Nyon ha negato in passato ma che ora sembra potenzialmente nelle corde di Elliott e dell’organizzazione rossonera.

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