Robinho, accusa di stupro. Il ministro Alves: “Criminale, galera subito”

Robinho condannato in primo grado per stupro a Milano, attende il processo di appello. In Brasile c’è chi attacca duramente l’ex Milan.

Robinho accusa stupro galera
Robinho (©Getty Images)

Non è un periodo di vita positivo per Robinho. Non tanto per quanto riguarda la sua carriera calcistica, ma più che altro per una grave vicenda giudiziaria che lo vede coinvolto. Nello specifico un presunto stupro ai danni di una ragazza albanese nel 2013, quando militava ancora nel Milan e passò una serata con amici in una discoteca milanese.

Nel 2017 la giustizia italiana lo ha condannato in primo grado a 9 anni di carcere insieme all’amico Ricardo Falco. Si attende l’esito del processo di appello (inizierà il 10 dicembre a Milano), ma in questi giorni sono emerse dal Brasile delle intercettazioni telefoniche che riguardano lo stesso attaccante brasiliani e gli amici presenti a quella serata. Verrebbe confermata la colpevolezza di Robinho, che ha sempre negato di aver stuprato la ragazza.

Questa vicenda ha bloccato il ritorno del giocatore al Santos, che aveva appena annunciato di averlo ripreso. Si è schierato anche Damares Alves, ministro brasiliano dei diritti umani, della famiglia e delle donne, che a Globoesporte ha parlato in maniera netta: «So che c’è ancora un appello, ma adesso c’è anche un audio e mi sembra tutto chiaro. Di cosa abbiamo bisogno ancora? Prigione. Nessuno stupratore può essere applaudito. Le trascrizioni sui fatti mi hanno provocato nausea e voglia di vomitare. Parliamo di un crimine e l’aggressore non merita alcuna considerazione. Non dobbiamo fare alcuna concessione solo perché è un calciatore. Deve scontare la sua pena, lì o qui, immediatamente»