Pioli, un anno dopo: rivoluzione Milan in quattro mosse

Stefano Pioli un anno fa vedeva il suo Milan sconfitto dalla Roma. Ad ottobre 2020 guida una squadra molto diversa e vincente.

Pioli rivoluzione Milan
Stefano Pioli (©Getty Images)

Il 27 ottobre 2019, praticamente un anno fa, il Milan allenato da pochi giorni da Stefano Pioli cadeva all’Olimpico, in casa della Roma. La classifica di Serie A, quella sera, vide i rossoneri al tredicesimo posto, con soli 10 punti in classifica.

Domani, 26 ottobre 2020, il Milan sfiderà di nuovo la squadra giallorossa. Però stavolta come capolista del campionato, oltre ad essere la formazione più in forma degli ultimi mesi.

Un anno straordinario in ascesa per mister Pioli, giunto a Milanello con l’etichetta di traghettatore, per sistemare e normalizzare le macerie lasciate da Marco Giampaolo.

Ma come scrive oggi Tuttosport, Pioli è stato in grado non solo di risollevare l’animo del Milan, ma di rivoluzionare un’intera squadra, dando compattezza, equilibrio e soprattutto un carattere vincente.

Pioli, le 4 mosse per riportare il Milan in alto

Una rivoluzione figlia di tanto lavoro. Pioli lo ammette spesso in conferenza stampa: “La nostra crescita è iniziata ad ottobre scorso, un lavoro lungo e duro che non è ancora terminato”.

Nel dettaglio si riscontrano quattro mosse decisive, che hanno aiutato il Milan a risalire la china e ad essere oggi in testa alla classifica.

La prima riguarda il modulo. Giampaolo aveva impostato il Milan ad inizio stagione scorsa con un avveniristico 4-3-1-2, senza avere però i giocatori ideali per questo sistema. Pioli ha ‘normalizzato’ il tutto, passando ad un 4-2-3-1 più lineare ed idoneo alle caratteristiche generali.

La seconda mossa è stata approntata a centrocampo, il reparto chiave del gioco milanista. Pioli ha scelto di dare fiducia a due calciatori giovani e complementari: Franck Kessie e Ismael Bennacer, evitando ulteriori esperimenti in mezzo al campo. I due si sono trovati alla grande, mettendo in mostra un feeling niente male.

La terza, sempre di ordine tattico, riguarda Hakan Calhanoglu. Il turco, forse il miglior talento a livello tecnico della rosa attuale, è stato utilizzato in tanti ruoli. Nel Milan ha fatto la mezzala, il regista, l’esterno d’attacco, la seconda punta. Pioli gli ha regalato invece la libertà di movimento, fondamentale per scatenare le qualità dell’ex Leverkusen.

Infine, last but not least, l’arrivo di Zlatan Ibrahimovic. Pioli ha avallato la scelta del club di riportare Ibra al Milan nel gennaio scorso. I due si sono subito trovati, instaurando un rapporto di collaborazione e stima reciproca. Inutile dire quanto lo svedese sia risultato decisivo nella crescita di squadra, per l’apporto di qualità, esperienza e carisma.

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