Sacchi: “Milan, Scudetto a una condizione. Ibra? Personalità da controllare”

Arrigo Sacchi pensa che il Milan di Stefano Pioli possa aggiudicarsi lo Scudetto 2020/2021. Elogia Zlatan Ibrahimovic e gli dà un consiglio.

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Arrigo Sacchi (©Getty Images)

Arrigo Sacchi con il Milan ha vinto in Italia, in Europa e nel mondo. Sa benissimo cosa significhi vincere con il club rossonero, dove è riuscito a fare la storia del calcio con una squadra di formidabili campione.

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore ha speso parole di elogio per la squadra di Stefano Pioli e ritiene che possa puntare allo Scudetto: «Il Milan può farcela a conquistare lo scudetto, però i ragazzi di Pioli devono essere ancora più fiduciosi, più spregiudicati, più generosi. Soltanto così potranno superare la concorrenza di avversari che adesso, magari, stanno sonnecchiando, però prima o poi saltano fuori».

Sacchi è convinto che i rossoneri possano riconquistare quel tricolore che manca dalla stagione 2010/2021, però c’è una condizione per arrivare al successo: «Il Milan ha i mezzi per lottare per il titolo a una sola condizione: che punti sul gruppo e non sul singolo. Se lo farà, e siccome Pioli è un allenatore bravo e intelligente sono sicuro che si comporterà di conseguenza, allora in campo si vedrà una maggiore collaborazione tra i giocatori, ci saranno movimenti sincronici, la squadra sarà più corta e si potrà attuare con più efficacia il pressing».

L’ex tecnico spende parole positive pure per Zlatan Ibrahimovic, che nonostante i 39 anni si sta rivelando ancora decisivo: «Un campione vero. Un autentico esempio. Avete visto che cosa ha fatto contro il Verona? Ha calciato malissimo il rigore, uno normale avrebbe potuto deprimersi, invece lui si è caricato ancora di più e il pareggio se lo è andato a prendere con i denti. Ha una personalità pazzesca, a volte deve tenerla sotto controllo».

Sul discorso della personalità da tenere un po’ a bada, Sacchi specifica il proprio pensiero di Ibra: «Magari non deve essere troppo esigente con i compagni e sgridarli se sbagliano un passaggio. A volte una carezza fa meglio di una bacchettata. Però vedo che gli altri lo considerano il loro faro e questo è importante».

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