L’ex collaboratore di Mirabelli: “Proposi giovani fenomeni al Milan”

La rivelazione del dirigente Danilo Pagni, che collaborò con il Milan e con Massimiliano Mirabelli nell’era del club ‘cinese’.

Marco Fassone Massimiliano Mirabelli
Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli (©Getty Images)

Oggi il Milan è uno dei club maggiormente attivi nel reperire talenti di livello internazionale, come suggerisce l’età media molto bassa della squadra di Pioli.

Un progetto che sta funzionando, sotto l’egida di Paolo Maldini e Ivan Gazidis. Eppure qualche anno fa il club non sembrava vedere di buon occhio i colpi di prospettiva.

Lo ha raccontato a Calciomercato.com Danilo Pagni, talent-scout ed ex collaboratore del Milan, braccio destro del d.s. Massimiliano Mirabelli.

Leggi anche > Rinnovo Ibrahimovic: firma ad una condizione

Calciomercato Milan, da Ziyech a Grealish: tutti i talenti snobbati

La rivelazione di Pagni riguarda dunque il Milan di Yonghong Li, che sedette sulla poltrona presidenziale da aprile 2017 all’estate 2018.

In quel periodo il mercato rossonero era affidato a Mirabelli, un procacciatore di talenti che però si lasciò sfuggire i consigli del suo vecchio collaboratore.

Ai dirigenti rossoneri segnalai diversi futuri campioni – dice Pagni – Ad esempio volevo Ziyech, oggi al Chelsea. All’Ajax tutti parlavano di De Ligt o De Jong, ma io mi ero fissato col marocchino. Volevo portarlo in Italia”.

Molti attuali talenti della Premier erano sul taccuino dell’osservatore: “Segnalai anche Foden, che avevo visto nella Youth League e al Mondiale Under 17. Anche Diogo Jota, visionato in Portogallo-Svizzera Under 21 e Mount, che al Vitesse giocava mezz’ala sinistra. Mi faceva impazzire Grealish, giocava sulla trequarti con i calzettoni abbassati stile anni ’60. Scrivo un messaggio alla dirigenza dicendo che secondo me è da prendere. Due anni dopo è esploso”.

Ma per Pagni le colpe di questi acquisti mancati non sono solo di Mirabelli: “Ha avuto troppo poco tempo per costruire la squadra, una sola sessione di mercato. Avevo capito che quel Milan non aveva futuro e la proprietà aveva ceduto il club, così ho deciso di andare alla Ternana”.