Milan, Pioli non chiude al cambio modulo: le possibili soluzioni

Pioli è disponibile a ragionare su moduli diversi per il suo Milan, qualora sia necessario cambiare rispetto al 4-2-3-1. Scopriamo le ipotesi.

Stefano Pioli AC Milan
Stefano Pioli (©Getty Images)

I recenti risultati negativi hanno fatto mettere in discussione diverse cose per quanto riguarda il Milan. Innegabile che vi sia stato un calo fisico e mentale della squadra nell’ultimo periodo.

Avere un momento negativo durante la stagione è normale, soprattutto se sei partito dai preliminari di Europa League e hai avuto tante assenze per infortunio o Covid. A un certo punto le fatiche accumulate le paghi ed è importante farsi trovare pronti a fronteggiare le difficoltà.


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Ci si è domandati se fosse anche il caso di pensare a un modulo diverso per il Milan, dato che il 4-2-3-1 richiede un grande dispendio di energie che in questo momento la squadra fatica a sostenere. Pioli sta preparando un piano B a Milanello?

Nella conferenza stampa alla vigilia di Milan-Stella Rossa di Europa League il mister non ha mostrato chiusura a una eventuale modifica della disposizione tattica in futuro: «Le partite sono diverse e possono cambiare sia tatticamente che psicologicamente nell’arco dei 90 minuti. Noi dobbiamo avere un modello e dei principi di gioco che ci devono far iniziare la partita in un modo, interpretarla allo stesso modo e portarla fino in fondo. Su questo bisogna insistere. Poi si può anche pensare di modificare qualche posizione e qualche situazione, saremo preparati per farlo se vedremo che incontreremo altre difficoltà».

Pioli si dimostra aperto ad adottare nuove soluzioni tattiche, se sarà necessario. Ma quali possono essere a livello modulo? L’organico del Milan sicuramente è adatto a più disposizioni, oltre all’ormai noto 4-2-3-1: vediamole.

  • 4-4-2: più volte Ibrahimovic sembra isolato, quindi mettergli al fianco un attaccante con cui “duettare” può essere una soluzione. Uno tra Leao e Rebic può fargli da partner nel reparto. In questo modulo rischia di stare fuori Calhanoglu, a meno che non lo si schieri dietro Zlatan in un 4-4-1-1 a supporto dello svedese.
  • 4-3-1-2: anche in questo caso le due punte, ma con Calhanoglu al suo posto sulla trequarti e la rinuncia agli esterni per infoltire un centrocampo fin troppo “bucato” nelle ultime partite.
  • 4-3-3: niente trequartista, ma mediana più folta e mantenimento delle ali d’attacco, coperte da due mezzali. Calhanoglu potrebbe agire da mezzala sinistra o da esterno sinistro, posizioni che magari non ama ma nelle quali ha giocato.
  • 3-5-2: un cambiamento radicale. Giocare con la difesa a tre prevede movimenti molto diversi, ma con un tris di centrali la squadra può essere più coperta in fase difensiva. Calabria e Saelemaekers possono alternarsi a destra, mentre Theo Hernandez non avrebbe problemi a giocare tutta fascia a sinistra. Mediana più corposa. Calhanoglu può partire come interno per poi alzarsi sulla trequarti trasformando il modulo in un 3-4-1-2.

Pioli al momento intende procedere con la disposizione tattica ormai collaudata, però resta importante avere un piano B da utilizzare magari a partita in corso per essere meno prevedibili e cercare di colpire diversamente gli avversari.