Giacinti: “Derby incredibile, Altafini mi ha chiesto di farne 4 alla Juve”

Intervista a Valentina Giacinti, bomber del Milan Femminile che ha realizzato un’incredibile quaterna nel derby di domenica.

Giacinti
Valentina Giacinti (©Getty Images)

Capitano, bomber e ora anche la donna del derby. Valentina Giacinti ha conquistato tutti nell’ambiente Milan, anche coloro che seguono il calcio femminile soltanto in maniera marginale. Merito della quaterna inflitta alle rivali dell’Inter domenica scorsa.

La numero 9 della formazione di Maurizio Ganz è ormai un’eroina. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera la Giacinti ha raccontato delle sue emozioni in maglia rossonera e degli obiettivi personali. Ma anche dello stato d’animo dopo il derby ormai storico.

Valentina ha ammesso di aver ricevuto la chiamata di José Altafini, unico milanista prima di lei a segnare un poker all’Inter: “Altafini mi ha mandato un messaggio emozionante: brava Vale, sono felice che tu abbia eguagliato il mio record però ora ne devi fare quattro alla Juve”.


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Esplosa con la maglia del Brescia, maturata e diventata una campionessa nel Milan. La Giacinti è una delle centravanti più rilevanti del calcio femminile italiano. Ed i suoi obiettivi lo dimostrano, visto che vuole vincere tutto con le rossonere.

Scudetto? La Juve è favorita – ammette Valentina –  Sono più compatte, hanno più esperienza internazionale e nelle gare che contano: è il vecchio blocco del Brescia passato alla Juve e in Nazionale. Ma le parole di Altafini mi motivano a lavorare di più e migliorarmi”.

L’aspirazione però è anche giocare in Champions League: “Intanto il campionato non è aritmeticamente chiuso. Dobbiamo blindare il secondo posto dalla minaccia del Sassuolo: in Europa io ci voglio andare”.

Si torna a parlare del poker al derby: “Sono andata in campo concentrata su me stessa: volevo rispondere a certe critiche. Il primo gol di testa: non esattamente la mia specialità. Poi il rigore. Dopo il terzo ho tolto la maglia e sono rimasta in reggiseno: reazione spontanea e rabbiosa, ma che liberazione. Veronica Boquete si avvicina e mi fa: guai a te se ti becchi una seconda ammonizione! Alla quarta rete mi sono detta: è la mia giornata”.

 

La Giacinti è nata per il gol: “Nasco attaccante, fare gol è un istinto innato. Da bambina la mia gioia più grande era centrare il vaso in salotto: i miei mi sgridavano ma io ero felicissima. Io come Inzaghi? Il mio bomber ideale è Van Basten; l’idolo da ragazzina, nonostante da bergamasca tifassi Atalanta, era Vieri. Oggi dicono che somiglio un po’ a Morata, un po’ a Immobile, un po’ a Inzaghi. Pippo non lo conosco però mi piacerebbe incontrarlo”.

Infine il ricordo della sua passione calcistica fin da bambina: “Mio papà, che a 5 anni mi portò a San Siro per un Milan-Juve. E la nonna Valeria, 82 anni e in attesa del richiamo del vaccino contro il Covid: ogni domenica a Borgo di Terzo, dove vive, cucina la polenta e si piazza davanti a Sky. Se ho perso, poi, prova a consolarmi: Vale, su, vincerai la prossima volta… E io: nonna, il calcio non funziona così, abbiamo perso tre punti, macché prossima volta!”