Nuovo San Siro, Sala: “L’Inter deve dare garanzie per tre anni”

Giuseppe Sala, sindaco di Milano, torna a parlare del nuovo stadio di Milan e Inter concentrandosi sui chiarimenti che attende dai nerazzurri.

Giuseppe Sala
Giuseppe Sala (©Getty Images)

Oltre che sulle vicende di campo, Milan e Inter sono molto impegnate anche nel progetto del nuovo stadio. Entro fine maggio attendono una risposta dalla Giunta comunale di Milano in merito alla documentazione presentata.

Giuseppe Sala, dopo le resistenze iniziali e la preferenza per la ristrutturazione del Giuseppe Meazza, ha “ceduto” ma ha posto comunque dei paletti al club. Rispetto al progetto iniziale, Milan e Inter hanno dovuto rivedere diversi aspetti. Anche se le società sono venute incontro al sindaco di Milano, quest’ultimo nelle scorse settimane ha avanzato delle richieste che riguardano i nerazzurri.

Infatti, da tempo si sta parlando della possibile cessione di quote dell’Inter e Sala pretende delle garanzie affinché venga dato l’ok al progetto stadio. Oggi è tornato a parlare dell’argomento e ha ribadito la sua posizione: «Se Suning mi dice che manterrà il controllo per altri tre anni – riporta calcioefinanza.it – io non ho più problemi. La mia è la posizione di tutta l’amministrazione».

Il sindaco di Milano ci tiene a evidenziare che determinate garanzie vengono richieste perché in questione non c’è solamente uno stadio, bensì anche un’area commerciale che sorgerà attorno al nuovo impianto di San Siro: «Se le squadre chiedessero solo lo stadio, sarebbe più facile perché è un oggetto chiaro di cui si conosce la durata dei lavori. Ma ci sono anche attività accessorie che portano quattro-cinque anni di lavori e che hanno impatto fondamentale su quartiere e città. Per fare una partnership voglio sapere con chi la faccio».

Sala auspica che il club nerazzurro : «Voglio che l’Inter risolva la questione sul “vendo o non vendo”. Sono al corrente di trattative per la cessione, perché i potenziali compratori me l’hanno riferito. Io aspetto che chiariscano. Non siamo concettualmente contrari allo stadio, altrimenti non saremmo arrivati a questo punto».