Milan in ritardo, ma Donnarumma e Calhanoglu rischiano la figuraccia

Il Milan non ha gestito al meglio i loro rinnovi, ma Donnarumma e Calhanoglu stanno sbagliando. Il loro atteggiamento nelle trattative è criticabile.

Donnarumma Calhanoglu
Gigio Donnarumma e Hakan Calhanoglu (©Getty Images)

Incredibile ma vero, siamo quasi a maggio e ancora non si conosce il destino di Donnarumma e Calhanoglu. I loro contratti scadono a giugno 2021, le trattative per i rinnovi sono tuttora in corso e qualsiasi scenario appare possibile.

Partiamo col dire che sicuramente il Milan ha commesso un errore nell’arrivare a questo punto della stagione con tali situazioni ancora in sospeso. Trattandosi di due elementi importanti della squadra e dal valore di mercato elevato, non si può giungere a due mesi dalla scadenza senza accordo. Le situazioni andavano risolte in un verso o nell’altro al termine della scorsa stagione.

Il Milan avrebbe evitato di rischiare di perdere Donnarumma e Calhanoglu a parametro zero. Le cessioni avrebbero consentito di mettere a bilancio delle plusvalenze buone soprattutto in un periodo difficile come questo caratterizzato dall’emergenza Covid-19 che sta condizionando i conti delle società.

Ci sono delle responsabilità della dirigenza nello scenario a cui stiamo assistendo, ma al tempo stesso non si può non criticare l’atteggiamento dei due giocatori. Il Milan ha messo sul tavolo delle offerte economiche decisamente importanti. Donnarumma oggi guadagna 6 milioni netti annui e salirebbe a 8 (bonus inclusi). Calhanoglu percepisce 2,5 milioni a stagione e accettando la proposta del club arriverebbe a 4 (con bonus annessi).

Come ha detto giustamente Massara prima di Milan-Genoa, la società ha fatto la propria parte. Adesso tocca ai giocatori. Vanno aumentate le offerte? No, quelle presentate sono assolutamente congrue. Proprio per questo, Gigio e Hakan stanno facendo una brutta figura. Se non dovessero rinnovare il rispettivo contratto, confermerebbero ancora una volta quanto nel calcio la riconoscenza sia un valore per pochi e che il “Dio Denaro” guida anche loro due.

Donnarumma è stato cresciuto, lanciato, protetto e riempito di soldi dal Milan. È arrivato a guadagnare 6 milioni quando il suo valore non era esattamente quello. Pretendere molto più di quanto proposto dal club è fuori luogo. Molti se la prendono con Mino Raiola, che certamente ha il suo ruolo in questa vicenda, ma sarebbe un errore far passare Gigio per una vittima del suo agente.

Stesso discorso per Calhanoglu, che ha voce in capitolo per dire a Gordon Stipic di chiudere l’intesa con il Milan. La cifra offerta è anche generosa per un giocatore che in queste stagioni si è dimostrato abbastanza discontinuo. Sicuramente il rendimento post-lockdown è stato di ottimo livello per diversi mesi. Ma nel 2021 è tornato scostante. Covid e problemi fisici un po’ possono averlo condizionato, ma veramente l’ex Bayer Leverkusen merita lo stipendio da 5 milioni richiesto dal suo procuratore? Non scherziamo. Senza dimenticare che il club lo ha sempre sostenuto nei momenti difficili e questo dovrebbe valere qualcosa. Dovrebbe…

Quando è scoppiato il terremoto della Superlega si è parlato molto del fatto che con tale competizione si sarebbero persi i valori del calcio e si sarebbe data troppa importanza ai soldi. I casi Donnarumma e Calhanoglu, come tanti altri comunque, dimostrano che anche senza Superlega questo sport non è messo affatto bene in tema di valori e che il denaro comanda. Discorso “moralista”? No, di buon senso.